aggiornato il 26/08/2010 alle 11:51 da

Argenta, allestita la camera ardente

NOCI – In seguito al fatale incidente motociclistico che ha visto la prematura e inaspettata dipartita del legale e assessore comunale Pietro Argenta, l’amministrazione comunale, con il beneplacito della famiglia Argenta, ha disposto la camera ardente presso il palazzo municipale. La salma è giunta alle venti e trenta circa, accolta da moltissimi amici e da quasi tutti i componenti dell’amministrazione comunale, naturalmente era presente tutta la sua famiglia, stretta nel dolore della grave perdita. Già dalle 19 il palazzo di città è stato interessato dalla presenza di un discreto numero di amici che hanno atteso il rientro dell’amico Pietro, previsto appunto per quell’ora. A poco a poco l’atrio esterno si è riempito delle personalità politiche e di quanti lo hanno conosciuto e lo aspettavano per il commiato definitivo. I primi a sopraggiungere sono stati i tre fratelli e la sorella, poi seguiti dall’arrivo della moglie Marilù e dei due figli Egidio e Pierluigi, che hanno preceduto l’arrivo del feretro. Tutti visibilmente provati hanno ricevuto il cordoglio dell’amministrazione e atteso con grande decoro, sulle scale del palazzo comunale, il caro estinto. Appena la salma è stata estratta dal carro c’è stato il saluto ufficiale e subito si è scatenato un  fragoroso applauso alla memoria del quarantacinquenne. La sala consiliare, dove è stata allestita la camera ardente, si è riempita di gente, tutti in attesa di porgere l’ultimo saluto. A don Giovanni Intini è spettato il compito di benedire la salma e officiare una piccola cerimonia di commiato per l’estinto, nella commozione generale. Il grande dolore della famiglia e degli amici più cari era palpabile e tutti si sono adoperati per fare quadrato attorno ai parenti per evitare ulteriori scossoni emotivi. Il fortissimo dolore della famiglia si unisce alla rabbia per questa dipartita tanto prematura e inconsolabile, nonostante le attestazioni d’affetto degli amici e il sostegno si percepisce negli occhi della famiglia la consapevolezza dell’immane perdita subita. L’affluenza numerosa e ininterrotta è stato segno tangibile di quanto fosse amato e stimato all’interno della nostra comunità, pur avendo origini gioiesi è entrato nel cuore della gente con il suo modo di fare semplice e alla mano. A tal proposito le associazioni di volontariato presenti, Croce Rossa Italiana, San Pio, il Gabbiano e la cooperativa Solidarietà, hanno deciso, coordinate dal comandante Vavallo, di fare dei turni per vegliare la salma in segno di omaggio e rispetto per la sua persona.

© Riproduzione riservata 26 Agosto 2010