aggiornato il 14/01/2011 alle 15:17 da

Tangenti, due nocesi in manette

NOCI – guardia-di-finanza-genericaCi sono anche due nocesi tra le 13 persone poste agli arresti domiciliari dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Matera su appalti per l’installazione di impianti di nuovo tipo della pubblica illuminazione. L’accusa è di concorso in corruzione aggravata, ovvero: tangenti, che hanno messo nei guai anche il primo cittadino di Policoro insieme a un assessore, due dirigenti comunali; gli altri arrestati sono imprenditori e professionisti tra cui l’imprenditore nocese Giovanni Colamarino e l’avvocato nocese Gigi Rotunno. Per lavori pubblici si abbatte un terremoto giudiziario, dopo quello politico che aveva portato ad un rimpasto in giunta, sul comune di Policoro. Gli impianti di pubblica illuminazione della città più importante del materano, sono finiti al centro dell’inchiesta giudiziaria coordinata dalla Procura di Matera. Nella  programmazione amministrativa vi era la volontà di sostituire il vecchio impianto di illuminazione delle strade cittadine con il “sistema led”, capace di ottenere risparmio energetico e, a lungo termine, recuperare la somma spesa per l’installazione. Dalla ponderosa documentazione emerge che l’inchiesta, coordinata dal pm, Valeria Farina Valaori (le ordinanze sono state emesse dal gip, Roberto Scillitani), ha riguardato due bandi, uno del valore di 20 mila euro, l’altro di 26 mila per impianti di illuminazione ‘a led’ ma si trattava di uno schema per ottnere un appalto più grosso.

Avevano uno schema

Sospettato uno “schema” per farsi assegnare un appalto più grosso. Prima due appalti da 20 mila e 26 mila euro per poi avere quello più grosso, da 4 milioni di euro pagando tangenti. Quindi dopo aver installato i nuovi impianti “a led” sulla base dei due appalti da 20 e 26 mila euro, le imprese avrebbero ottenuto una dichiarazione di “gradibilità” dall’amministrazione comunale. Un atto che avrebbe attestato qualità tecnica e qualitativa dei prodotti installati e la convenienza dell’iniziativa:ovvero la ‘base’ per assegnare poi – sempre secondo l’accusa – l’appalto successivo, da quattro milioni di euro.

Arrestati in tredici

Ecco la lista degli arrestati. Oltre al sindaco Lopatriello, a capo di una lista civica, sono agli arresti domiciliari l’assessore comunale ai lavori pubblici, Cosimo Ierone, i dirigenti del comune di Policoro Felice Latronico e Felice Viceconte; gli avvocati Pier Maria Antonio Lista, Luigi Rotunno di Noci e Giuseppe Leo di Bari; l’ingegner Giovanni Francesco Lista; gli imprenditori Giovanni Colamarino di Noci e Gennaro Livio di Bari; il presidente della cooperativa agricola Campoverde di Policoro, Giuseppe Benedetto e altri due imprenditori policoresi, Rocco La Rocca e Felice D’Amato.

Insospettabili ai domiciliari

Tra le 13 persone poste agli arresti domiciliari ci sono due nocesi insospettabili. Giovanni Colamarino è un noto fotografo che per anni ha avuto lo studio nei pressi di piazza Garibaldi, trasferito solo qualche mese fa in via Volta. Secondo le indagini le tangenti sarebbero state pagate da imprenditori raggruppati in “due distinte cordate”, guidate una da Giovanni Colarino, l’altra dal barese Gennaro Livio. Ricordiamo che le cordate avevano un trucco: l’affidamento dei lavori per la somma totale di 46 mila euro – secondo la Procura della Repubblica – era un atto prodromico e strumentale per la successiva aggiudicazione, a favore degli imprenditori che avrebbero versato le tangenti, di un appalto ben più consistente, del valore di circa 4 milioni di euro, per rifare tutta la rete della pubblica illuminazione di Policoro. Insomma, gli imprenditori vincevano due “piccoli” appalti (per importi bassi 20 e 26 mila euro, al punto che non è prevista la gara: si trattava di progetti approvati ”a titolo di sperimentazione” delle lampade “a led”) e in questo modo “accreditavano” le loro imprese presso il comune di Policoro. Cosi, il Comune attestava che l’iniziativa aveva permesso di risparmiare energia e che i prodotti installati presentano “superiorità” tecnica e “qualitativa”: era la porta aperta per assegnare alle stesse imprese, alle stesse “cordate”, l’appalto da quattro milioni di euro. L’altro nocese è Gigi Ramunno giovane e promettente avvocato che ha lo studio nella fascia commerciale di via Fiore. Vi sono state anche perquisizioni al Comune di Policoro, nelle case e negli studi e uffici degli indagati: per nove di loro (avvocati, tecnici e imprenditori, alcuni ritenuti intermediari fra corrotti e corruttori) il gip ha deciso anche la misura interdittiva del divieto temporaneo dell’esercizio dell’attività professionale. Per nove indagati, avvocati, imprenditori e dirigenti, il gip ha deciso anche la misura interdittiva del divieto temporaneo dell’esercizio dell’attività professionale. (Foto di repertorio)

© Riproduzione riservata 14 Gennaio 2011