aggiornato il 29/10/2012 alle 15:06 da

Incendio Arrè Formaggi: in manette anche un nocese

carabinieriNOCI – Alle prime luci dell’alba i Carabinieri della Compagnia di Gioia del Colle, supportati da militari del Comando Provinciale di Bari e dell’11° Btg “Puglia”, hanno smascherato un gruppo criminale dedito al compimento di atti vandalici per imporre a locali aziende di commercializzazione di latticini l’acquisto – a prezzi superiori a quelli di libero mercato – di prodotti caseari di una ditta con sede nel napoletano.

I provvedimenti restrittivi, in totale 7 (3 in carcere e 4 ai domiciliari), emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, sono statieseguiti a carico di altrettante persone ritenute responsabili, a vario titolo, di tentata estorsione in concorso, illecita concorrenza con minaccia e violenza, incendio aggravato in concorso. L’indagine è scaturita a seguito dell’incendio di 8 autocarri verificatosi la notte del 16 settembre 2012 presso l’azienda di commercializzazione di prodotti caseari denominata “Arrè Formaggi” di Turi. L’attività investigativa ha fatto emergere la condotta posta in essere dapprima dai titolari di una ditta all’ingrosso di Agerola (NA) e successivamente di un loro rappresentante, originario di Noci, che, a più riprese, anche con minacce forti, hanno tentato di imporre ai responsabili dell’azienda di Turi l’acquisto della “cagliata”, derivato del latte dal quale si producono i latticini. I vari tentativi andati a vuoto hanno così indotto lo stesso rappresentante a cercare l’illecita mediazione di un suo conoscente legato alla criminalità locale di Putignano, che passando alle vie di fatto ha organizzato con il concorso di alcuni complici, già noti alle Forze di Polizia, l’incendio dei mezzi della ditta “Arrè”. Nella circostanza per spegnere le fiamme sviluppatesi, che provocarono danni per oltre 350 mila euro, intervennero diversi mezzi dei Vigili del Fuoco che riuscirono a domarle dopo parecchie ore di intenso lavoro. Gli arrestati, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono ora stati associati rispettivamente agli arresti domiciliari e presso la casa circondariale di Bari.

© Riproduzione riservata 29 Ottobre 2012

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