aggiornato il 17/07/2013 alle 10:37 da

In masseria rivive il rito della trebbiatura

NOCI – L’idillico fascino della tradizione contadina è stato inscenato sul suolo declive di Masseria Marzolla durante lo scorso week end. Un buon numero di agricoltori della zona, mostrando solidale simpatia nei confronti dell’Associazione “Terre delle Noci” ha offerto ai numerosi visitatori accorsi da diversi centri della Murgia barese e tarantina un fedele ritratto delle pratiche legate alla trebbiatura.
A seguito del tradizionale rito di benedizione, la trebbiatrice di proprietà del signor Mario Laera azionata da un Landini classe 1937 ha effettuato in diretta la compressione della paglia del maestoso covone attiguo. A pochi passi, sull’aia in pietra ha avuto luogo la pesatura con gli equini: una pratica che progressivamente separa dalla paglia dal grano da trasformare in farina. Attrezzi agricoli d’epoca,  antichi mezzi di trasporto come traini e carri ad un solo asse volgarmente chiamati “sciaraball” hanno  fatto da cornice alla manifestazione troneggiata da un “Testa calda” del 1934, simbolo della prima meccanizzazione agricola. Diversi gruppi di musica popolare hanno costantemente impreziosito la terza edizione della manifestazione “Covoni e tradizioni”. A partire dal pomeriggio di venerdì 12 luglio, le note di folklore de “Gli amici della musica” e di altri musicisti itineranti hanno ricreato l’atmosfera delle antiche feste contadine, avvicendandosi con i “Terraross” e i “Taranta Fil”, poliedrico gruppo emergente di musica e danza popolare. Ad una ricca proposta gastronomica fatta di numerose specialità locali di cui sono state protagoniste delle ottime frise e il composto di acqua e pane conditi – meglio noto come “cialledde” – è stata affiancata una interessante proposta culturale. Sull’ampia balconata del piano inferiore della villa appartenuta a partire dal 1799 al nobile Vito Gabrieli, una mostra fotografica curata dal putignanese Stefano Netti ha accolto i visitatori, incantati dalle fastose vestigia del palazzo eccezionalmente aperto al pubblico. La cappella risalente al 1867, le sale affrescate di quella che fu una dimora estiva, le balconate prospicienti uno splendido panorama di Noci, i numerosi trulli hanno donato ai visitatori la sensazione di vivere la bellezza di un microcosmo d’altri tempi. Più che positivo è dunque stato l’esito dell’evento, volto a rievocare i valori di una cultura da non dimenticare.

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© Riproduzione riservata 17 Luglio 2013