aggiornato il 08/10/2020 alle 14:44 da

Testimoni di Geova, il prof Alicino chiede stop a persecuzione in Russia

Il Prof. Francesco Alicino, Prorettore della Università LUM di Casamassima, è uno degli oltre 50 studiosi che, nel mondo, hanno sottoscritto una dichiarazione internazionale che chiede la fine immediata della persecuzione dei Testimoni di Geova in Russia. La comunità dei Testimoni di Geova dell’hinterland barese, di cui fanno parte diversi confratelli di lingua russa, segue con grande interesse gli sviluppi della situazione.

Figlia di inclinazioni politiche democraticamente involute, la situazione dei Testimoni di Geova in Russia evidenzia un uso dispotico dell’arnese giuridico. Lo attestano indebite espropriazioni di beni, indicibili torture, inumani trattamenti, degradanti violazioni del diritto alla vita privata e familiare. Ma lo attesta anche l’atteggiamento della confessione di maggioranza, portata ad approfittare della sua posizione per indurre le autorità statali a mortificare e a impedire la professione di fede degli appartenenti alla Congregazione (come ha peraltro sentenziato a più riprese la Corte europea dei diritti dell’uomo). Con l’obiettivo di legittimare atti persecutori nei loro confronti, legislatore e giusdicenti non esitano a dar corpo alla più strabiliante identità dei contrari, vieppiù alimentata da una distorsione della funzione descrittiva delle parole. È quanto emerge da una decisione della Corte Suprema della Federazione, lì dove il pacifico rifiuto del servizio militare, l’astensione dal diritto di voto, la manifestazione non violenta del culto sono qualificati come “incitamento alla discordia religiosa” o, peggio, come condotte “settarie, sediziose e terroristiche”. A voi la scelta, sembra voler dire il giudice apicale puntando il dito sui Testimoni: abbandonare il proprio credo o venire puniti perché lo professate.
Ed è così che in un colpo solo vanno al macero principio di eguaglianza, libertà religiosa, divieto di irragionevoli discriminazioni, garanzie processuali, separazione dei poteri, autonomia e indipendenza della magistratura. Motivo per cui, con la situazione dei Testimoni di Geova, in Russia non sono solo in gioco i diritti fondamentali di una minoranza confessionale. Lo sono anche i pilastri portanti dello Stato democratico.

© Riproduzione riservata 08 Ottobre 2020

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