aggiornato il 11/06/2014 alle 15:03 da

Nardulli e soci in volo col 36° Stormo

POLIGNANO – Dopo la splendida esperienza vissuta due anni fa presso il 32° Stormo di Amendola la nostra Associazione ritorna a far visita a un aeroporto militare che non è una cosa di tutti i giorni, ma permetterà di conoscere tanti aspetti dell’attività di uomini sconosciuti che in silenzio operano per garantire la nostra sicurezza. Uomini di pace non di guerra, piloti addestrati alla difesa dello spazio aereo e alle missioni di pace, svolgono un lavoro prezioso e rischioso, ma con grande entusiasmo e senso del dovere.
Ad avere la fortuna di visitare l’aeroporto militare di Gioia del Colle dove si trova il 36° Stormo sarà la nostra Associazione che si recherà con i suoi soci e simpatizzanti, grandi e piccoli, che saranno accolti dal comandante del 36° Stormo il pugliese Col. Vito Cracas che, con grande
gentilezza e ospitalità, ha proposto prima un briefing nella sala convegni dove si ufficializzerà uno scambio di doni, ha seguire il Comandante racconterà la storia dell’aeroporto e dello Stormo, poi inviterà gli ospiti a visitare l’hangar in cui vengono controllati e riparati gli aerei e viene realizzata una scrupolosa manutenzione di questi apparecchi costosissimi, ma in grado di decollare in pochi minuti per garantire la sicurezza dello spazio aereo italiano, poi si procederà a visitare da vicino l’Ufficio Meteo, la Sala Controllo del Traffico Aereo ed infine il pezzo forte… la Linea di Volo, la Visita all’Aeroporto si concluderà con il pranzo presso la mensa Militare.
Nel pomeriggio al termine del pranzo, partenza per il Santuario del Beato Giacomo da Bitetto, il complesso si compone di una chiesa e di un convento edificati nel 1432 per accogliervi una comunità di frati Minori Osservanti. La chiesa, a tre navate, ha subito nel corso dei secoli numerosi rifacimenti. Le prime trasformazioni si ebbero già nel 1625 ad opera dei Frati Riformati.
Il convento, sorto anch’esso nel 1432, custodisce al suo interno le spoglie del Beato Giacomo, morto nel 1580. Nel parco adiacente al convento un tronco di albero conserva ancora oggi un forte valore devozionale, per essere stato oggetto di culto e pellegrinaggio: altro non è che il bastone del Beato, un albero di ginepro alto circa 7,50 metri, oggi purtroppo seccato, alle cui fibre era attribuito un potere miracoloso. Sempre nel Parco si trova laBenedetta, la chiesetta dove il beato si recava spesso a pregare, poi divenuta luogo di devozione e pellegrinaggio. Oggi il convento è casa di formazione di teologia per chierici ed ospita nelle sue stanze il Museo della Devozione e del
Lavoro.
Questa esperienza, oltre ad essere per i nostri bambini e ragazzi bella ed unica, potrebbe contribuire meglio ad integrarli nella nostra, a volte distratta, società e potrebbe farli sentire maggiormente partecipi al mondo che li (ci) circonda.

LOCANDINAAMENDOLA 2012

© Riproduzione riservata 11 Giugno 2014