aggiornato il 22/01/2015 alle 9:33 da

Polignanesi protagonisti della ‘Notte Bianca’ del Liceo Classico [VIDEO]

POLIGNANO – Anche studenti ed ex alunni polignanesi del Domenico Morea di Conversano hanno partecipato attivamente alla “Notte bianca del Liceo Classico” svoltasi lo scorso 16 gennaio dalle 18:00 alle 24:00 in contemporanea in quasi tutti i licei classici d’Italia per dimostrare che la cultura classica è ancora viva. Nei video gli interventi degli studenti preparati dalla prof.ssa polignanese Carmen De Mola nello spettacolo “Da mihi basia mille – Catullo Live” (reading a cura di V. Bellipario, A. Cacciapaglia, E. Difino, F. Pellegrini, D. Tanese, commento musicale a cura di D. Capobianco, con la prof.ssa C. De Mola) e alcuni momenti dello spettacono di Antonella Carone con Tony Marzolla (reading tratto dall’Eneide). Intanto riportiamo la dichiarazione integrale rilasciata in esclusiva per Fax della studentessa polignanese al Morea, Fabiana Pellegrini, tra l’altro eletta nell’ottobre 2013 nella Consulta Provinciale degli Studenti: «“Solo la cultura umanistica educa una democrazia” queste sono le parole della nota filosofa Martha Nussbaum, autrice del famoso saggio “Non per profitto”, e queste stesse basterebbero a rispondere a tutte quelle critiche che, recentemente, sono state rivolte al liceo classico. L’accusa più frequente che le materie umanistiche siano un vicolo cieco per il futuro personale e per la crescita della società non può che essere stata espressa da persone non pienamente consapevoli di quello che è il potere della cultura. Solo il liceo classico, attraverso lo studio del passato, può formare menti capaci di pensare senza dover essere necessariamente influenzate dal mondo circostante, con il rischio che, questo, non sia poi così giusto come crediamo. Penso che la mia scuola sia questo: un luogo in cui si impara a crescere non perdendo mai di vista quei giusti principi e quei valori fondamentali, la cui assenza è, a mio parere, causa della difficile situazione nazionale attuale. Il nostro paese è, ahimè, noto per la corruzione e questo ci inchioda alle nostre responsabilità di cittadini che hanno dimenticato il senso della politica e dell’etica. Ritornare alla cultura umanistica significa riscoprire la Grecia, patria della democrazia, e l’antica Roma, culla del diritto e riflettere sui valori che sono alla base della società civile. Io credo nel classico, semplicemente perché credo nella cultura. E sono felice che molte persone ne abbiano capito il valore e si stiano battendo per difenderlo e proteggerlo. La notte bianca dei licei classici, ad esempio, è la prova schiacciante di questo. Abbiamo aperto le porte della nostra scuola a chiunque, proprio per dimostrare come ci viviamo e che persone ci ha rese. Senza timore abbiamo mostrato il nostro mondo, senza celare paure, ansie e fatiche … e la reazione è stata solo completa meraviglia. Impagabile è stato vedere gente emozionarsi per parole scritte tempo fa e stupirsi di come facilmente riuscisse ad immedesimarsi in esse; impagabile è stato sentire adulti esclamare che se potessero tornare indietro sceglierebbero, senz’ombra di dubbio, il liceo classico e non altro; impagabile è stato sentirsi custodi di tesori, spesso sconosciuti, ed essere riusciti a condividerli con chi, a questa realtà, è estraneo. Il sapere, indipendentemente dal campo d’interesse, è qualcosa che va perseguito ed apprezzato in sè. Non ha un esclusivo carattere edonistico, ma non può nemmeno ridursi in termini utilitaristici. Esso dovrebbe essere un carattere identitario di noi giovani, in un paese culturalmente smaterializzato, in cui ci nutrono giornalmente di parole vuote e apparenze. Per questo noi dobbiamo essere in grado di abbattere e ricostruire, e possiamo farlo soltanto diventando critici. Per questo io dico…giù le mani dal liceo classico!»

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© Riproduzione riservata 22 Gennaio 2015