aggiornato il 25/07/2015 alle 13:27 da

Greenpeace a Polignano per dire no oil

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POLIGNANO A MARE – Aggiornamento: Come in decine di località in Italia, Croazia, Grecia e Spagna oggi i volontari di Greenpeace sono scesi nuovamente in piazza, anzi in spiaggia, contro le trivellazioni a Polignano a Mare, in provincia di Bari, per chiedere a residenti e turisti che il Mediterraneo diventi il paradiso del sole e delle rinnovabili. Avanzando quindi soluzione concrete in alternativa al petrolio e alle piattaforme. A Polignano, sull’Adriatico, una delle città che per prima si è schierata contro le trivellazioni, la mobilitazione si è svolta sul ponte Lama Monachile, nella spiaggia sottostante e nei luoghi di maggior attrazione turistica. E ha coinvolto decine di turisti italiani e stranieri.”I governi di molti Paesi mediterranei – sottolinea Greenpeace – perseguono, invece, politiche che ostacolano lo sviluppo delle energie rinnovabili, continuando a incentivare il petrolio e gli altri combustibili fossili: fonti inquinanti, costose e pericolose, in particolare per economie che poggiano sul turismo. Una vera contraddizione se si pensa che l’area del Mediterraneo è quella con il potenziale di energia solare più elevato”.”È paradossale che questi Paesi, considerati dei paradisi turistici grazie alle loro ‘qualità ambientali’, ignorino le potenzialità energetiche dell’eolico e del solare continuando ad affidarsi a fonti fossili inquinanti e costose”, dichiara Luca Iacoboni, responsabile campagna Energia e clima di Greenpeace Italia.

POLIGNANO A MARE – Gli attivisti di Greenpeace contro le trivelle nel nostro adriatico. Per tutta la giornata di oggi batteranno il nostro litorale sensibilizzando i bagnanti affinché collaborino attivamente nella battaglia contro le trivelle. 

 

© Riproduzione riservata 25 Luglio 2015