aggiornato il 27/07/2012 alle 15:44 da

Confessioni di un settentrionale, domani sera la presentazione

POLIGNANO – “Chi controlla il passato.. controlla il futuro” (G. Orwell)

– Da molto tempo, vivendo in Puglia, mi sono chiesto il perché dello sguardo interrogativo dei miei amici del nord alla notizia della mia scelta di vivere nel Meridione Italiano.

La percezione quindi, non di due Italie ma di una a Nord… e qualcos’altro al Sud.

Da anni ricerco i motivi di questo stato di cose nella storia di questa terra.

 

La particolarità che risulta evidente è che in qualunque epoca i ‘mediterranei’ hanno spiccato in commercio, cultura, civiltà lasciando testimonianze al mondo intero pari a tutte le antiche e moderne civiltà del globo.

Qualcosa di terribile deve essere successo.. dopo.

Perché è proprio dall’Unità d’Italia che si scopre un sud indolente e inutile, incapace e bisognoso di assistenza

Da qui la ricerca diviene più difficile.

La Storia (History) si confonde con la storia (story) fino a diventare leggenda.

Ho smesso di leggere le storie, comprese le contro storie, cercando di verificare gli scritti dell’epoca, le lettere private, gli atti parlamentari e paragonarli con le leggende patriottiche o scolastiche che tutt’oggi sono inoculate agli italiani tutti.

 

Ed è proprio dal fiorire delle leggende che inizia il percorso di degrado morale, civile e culturale del Sud.–

La Compagnia delle Vigne persegue da anni l’obiettivo di un teatro storico, alla ricerca e divulgazione delle reali esigenze di un regno alla deriva, spinto alla necessaria conquista di uno Stato fra i più ricchi e antichi d’Europa. Il risultato fu un terzo regno chiamato “d’Italia” che non vide neanche un secolo di vita e che, nei suoi scarsi novant’anni di esistenza, portò all’assurda dimensione (unica in Europa) di uno Stato a due velocità.

 

Dopo:

Tornare Briganti”,  con la partecipazione di Otello Profazio;

Come Diventammo Italiani” con la partecipazione di Mimmo Cavallo;

e “La Conquista del Sud” con Il M° Davide Cervellino (presentato in anteprima nazionale il 19 luglio 2012) ,

Confessioni di un Settentrionale”, già presentato a Bari e Taranto, torna a dar voce ai grandi fondatori della Patria (regolarmente settentrionali) che ”a microfoni spenti” confessano le loro reali ambizioni.

Una  vera e propria esposizione di una serie di documenti, rigorosamente datati fra il 1840 e il 1890.

 

Lettere, scritti privati, poetiche e dichiarazioni parlamentari di personaggi quali Bixio, Nievo, Cavour, Garibaldi, Abba, Saffi e altri protagonisti che la storia ha consacrato come eroi e liberatori appartenenti ormai alla leggenda della nostra nazione.

Va chiarito l’intento dell’operazione che non vuole essere una restaurazione della monarchia precedente o condanna della monarchia successiva. Piuttosto la volontà di una chiarezza storica mirata a una vera unificazione, con la convinzione che un’Italia veramente unita potrebbe nuovamente portare quell’esempio di civiltà che il mondo ha apprezzato per secoli, o meglio, fino al 1861.

 

Da Cesare Abba al Conte di Cavour, da Ippolito Nievo, passando per D’Annunzio, una serie di scritti in prosa, letteratura, lettere e diari, per raccontare desideri, emozioni e confessioni di uomini del nord che decisero la sorte dei popoli meridionali.

Un’esposizione storico – letteraria dalla ‘voce’ stessa dei vincitori, che diedero inizio ad un processo sociale, nel meridione, che a distanza di 150 anni parrebbe portarsi a compimento.

Lo spettacolo è patrocinato dall’Assessorato alla Cultura e Assessorato allo Spettacolo del Comune di Polignano.

 

Ideato diretto e interpretato da:

 

Antonio Minelli

L’evento si terrà a Polignano a Mare (BA)

sabato 28 luglio 2012 alle ore 21:30

presso la Blaconata di S. Stefano.

 

CONFESSIONI DI UN SETTENTRIONALE, di e con Antonio Minelli.

 

Spettacolo patrocinato da:

Assessorato alla Cultura e

Assessorato allo Spettacolo

del comune di Polignano (BA).

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© Riproduzione riservata 27 Luglio 2012