aggiornato il 27/10/2012 alle 10:25 da

Palazzina sul canale di scarico delle acque piovane

palazzina_carico_e_scarico_acquaPOLIGNANO – Riceviamo e pubblichiamo una nota di alcuni esponenti della coalizione di centrodestra.

Gent.mo Direttore, la ringraziamo per l’opportunità offertaci di poter dare un chiarimento in merito all’articolo pubblicato sul vostro numero 6.10.2012 in merito alla delibera di variante della C2 lavo est.

Vorremmo avere noi la sicurezza che il neo assessore manifesta nel rispondere a dei quesiti che non possono e soprattutto non devono essere presi alla leggera.

L’area in questione verrà interessata dalla realizzazione di un canale per il deflusso delle acque meteoriche, canale che  l’Autorità di Bacino ha voluto fosse a cielo aperto e non coperto come nella preventiva ipotesi; ora prima di inoltrarci nella intrigata questione delle volumetrie bisognerebbe capire se esistono i presupposti per ritenere sicura la realizzazione di cubatura di qualsiasi tipo a ridosso di un canale che dovrebbe contenere, finanche ad esondare (di qui la richiesta che fosse a cielo aperto) le acque alluvionali.

Altro dubbio nasce in virtù dell’accordo stipulato il 23.06.2003, che ha determinato in euro 72.500,00 l’indennità risarcitoria per tutti i danni derivanti dall’attuazione del piano particolareggiato,  indennizzo che tutti gli altri proprietari non hanno ricevuto perché i piani particolareggiati prevedono la cessione gratuita delle aree per servizi pubblici. L’accoglimento della proposta in consiglio comunale forse avrebbe dovuto prevedere, la restituzione di tale indennizzo.

Infatti il risarcimento fu riconosciuto per la demolizione di parte del fabbricato , ripristino della facciata e per lo spostamento impianto e cancello carrabile, tutte elementi che fanno intendere l’intenzione di mantenere il manufatto esistente; sennonché la richiesta di demolizione e costruzione di un manufatto edilizio totalmente diverso dovrebbe riportare il diritto edificatorio in capo agli stessi proprietarie  assoggettato a tutti i vincoli,  e gli obblighi degli altri proprietari dell’area, ivi compresa la destinazione del 66% per edilizia economica e popolare non assegnabile alle stesse in quanto non aventi diritto.

Questi sono alcuni dei rilievi tecnici a noi prospettati che rendevano inaccoglibile la proposta che ci venne formulata e che altri invece hanno trovato priva di dubbi e pronta per il passaggio in consiglio.

Forse l’eccessivo zelo nel voler risolvere il problema  del privato ha fatto dimenticare a qualcuno che l’attività amministrativa deve essere volta principalmente e rapidamente alla realizzazione del canale e delle opere idrauliche connesse per la messa in sicurezza della intera area C2.

Dubium sapientiae initium

 

Coalizione di centro destra.

© Riproduzione riservata 27 Ottobre 2012