aggiornato il 07/01/2013 alle 15:36 da

M5S, salviamo il paesaggio

salviamo-il-paesaggioPOLIGNANO – Riceviamo e pubblichiamo una nota del Movimento Cinque Stelle

Più volte nel 2012 ci siamo ritrovati a sollecitare l’Amministrazione (con tanto di richieste protocollate) ed in particolare l’assessore al ramo Giovanni Abbatepaolo per effettuare un “censimento del cemento”, ossia censire le abitazioni e strutture produttive già costruite ma inutilizzate attraverso la compilazione del modulo redatto dal comitato “Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori” che ha lanciato questa campagna. Il termine ultimo per la consegna, più volte rimandato, era lo scorso 31 dicembre. Ancora una volta l’Amministrazione non ha dato segni di vita sui temi importantissimi (vedi ad esempio anche il progetto Rifiuti Zero). Nel 2013 non è più tollerabile un approccio all’ambiente tipico degli anni sessanta. Il boom economico è finito, esistono nuovi studi in materia ed il consumismo ci ha portato allo sfascio: ogni landa è ormai cemento. Di cosa vivrà Polignano quando non ci saranno più coste da ammirare, campi da coltivare? Non volevamo una Polignano patrimonio dell’UNESCO?

I Piani Urbanistici a “crescita zero” non devono spaventarci, se sappiamo con esattezza a quanto ammonta il patrimonio edilizio costruito ma inutilizzato. Aderire alla campagna “Salviamo il Paesaggio”, inoltre, avrebbe permesso ai cittadini di interagire e partecipare direttamente alle decisioni di palazzo, e avrebbe attuato uno dei punti del programma della coalizione di centrosinistra e cioè quello di “mettere in atto tutte le azioni per fare del cittadino il vero amministratore della città”. Peccato che tra il dire e il fare c’è di mezzo… il povero cittadino. Sic!

La seconda fase della campagna, che partirà in questi giorni, prevede l’elaborazione di una Proposta di Legge d’Iniziativa Popolare che renda “metodo obbligato” quanto la scheda di censimento prevede per ogni Variante o nuovo Piano Urbanistico (conoscere l’ammontare di capannoni e abitazioni vuoti, sfitti, non utilizzati o conoscere il rapporto attuale tra superficie comunale e tessuto già urbanizzato, prevedere un coinvolgimento pubblico dei cittadini nella nuova pianificazione …). Polignano non è l’unica silente che abbia perso questa occasione, troppe poche amministrazioni hanno compilato il questionario. Immaginiamo sia una cosa al quanto impegnativa ma dal nostro Comune, che non è certo una metropoli, ci aspettavamo almeno l’impegno di ufficio. Già incombono nuovi cantieri, nuove strutture, altri stravolgimenti paesaggistici in progetto. A proposito, quanto ancora vuol tacere l’amministrazione riguardo lo scempio Parco dei Trulli?

© Riproduzione riservata 07 Gennaio 2013