aggiornato il 16/06/2015 alle 9:17 da

Petrolio, la Puglia si mobilita a Polignano [VIDEO e AUDIO]

POLIGNANO A MARE – Aggiornamento del 18/06: GUARDA IL VIDEO E ASCOLTA I FILE AUDIO!

 

 

16/06: Allarme rosso per la Puglia finita nel mirino delle compagnie petrolifere. Non solo il tratto tra Bari e Brindisi, infatti, rischia di venir presidiato dalle trivelle, ma una fascia costiera ben più ampia.  In appena 7 giorni il Ministero dell’Ambiente ha emanato sei decreti con i quali “ha deciso” che le trivelle e l’attività estrattiva sono “compatibili con l’ambientale”.  Tante sono state, infatti, le istanze presentate dalla Spectrum Geo e dalla Northern Petroleum.

Il “guaio” però non è solo nostro. Infatti, anche l’Emilia Romagna l’Abruzzo sono interessati da analoga richiesta per il mare antistante alle rispettive coste.

Le ricerche sarebbero condotte con la tecnica dell’airgun, che ha un pesante impatto su cetacei e pesci, e che viene ritenuto responsabile della morte per spiaggiamento dei capodogli di Vieste e di quello di Polignano a mare. Per questo motivo domani Polignano si mobiliterà con un consiglio comunale al quale sono stati invitati a partecipare parlamentari, consiglieri regionali e provinciali, sindaci del nostro territorio.

Tra i Decreti approvati dal Ministero quello che desta maggior allarme  è stato richiesto dalla Spectrum Geo e riguarda praticamente tutto il mare pugliese, dal Gargano fino al Salento.

Come avvenne nel famoso “Sacco di Palermo”, consumato in una sola notte, anche per il petrolio pugliese il Ministero ha fatto tutto in un solo giorno emanando tre decreti di compatibilità ambientale relativi al mare tra Bari e Brindisi, richiesti dalla Northern petroleum. Altri due decreti, a favore sempre della stessa società, sono stati emanati il 10 ed 11 giugno.

Ed a questo punto corre l’obbligo di chiedersi: ma i sindaci che oggi si stracciano le vesti come mai lo hanno fatto solo dopo l’emanazione di quest’ultimo decreto mentre dormivano placidamente il 5 giugno, data d’inizio dell’ecatombe?

Sui social, intanto, il popolo della rete si coalizza e manda segnali d’allarme chiamando tutti i cittadini e le associazioni a far fronte comune contro la minaccia petrolifera.

Si legge, infatti, che «Insieme alle altre regioni adriatiche ci si deve organizzare quanto prima per contrapporsi alle sciagurate politiche di Renzi e al suo Decreto Sblocca/Sporca Italia per tutelare la qualità ambientale e la salute nonché l’economia turistica, della pesca e dell’agricoltura. Infatti, la vastità di queste prospezioni fanno capire le reali intenzioni del Governo Renzi, volto a premiare gli interessi di pochi petrolieri a discapito degli interessi della collettività».

Questa è la prima tegola che cade in testa al governatore della Puglia Michele Emiliano, ironia della sorte messo in difficoltà dal governo guidato dal suo partito. Tanto che, sempre sui social, si legge che  «Il Presidente Emiliano deve fare la sua parte; si impegni immediatamente ad aprire una vertenza “senza se e senza ma” contro l’azione del Governo impugnando i sei Decreti assieme agli enti locali».

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© Riproduzione riservata 16 Giugno 2015