aggiornato il 01/04/2014 alle 13:30 da

Il mondo dell’arte nell’era della crisi

arte crisiPOLIGNANO – La crisi socio-economica è uno degli argomenti che sta monopolizzando il dibattito contemporaneo in tutti i settori. Il mondo dell’arte e della cultura, che più di altri svolge il ruolo di interpretare e raccontare i fenomeni del presente, non si può sottrarre a questo compito. Soprattutto, in questo momento è importante capire come le istanze e i traumi del momento storico che stiamo vivendo si stiano riverberando sulle realtà artistiche – come esse stiano reagendo alla sempre più forte rarefazione delle risorse, quali siano le nuove urgenze, quali le nuove domande.
Con queste premesse, e con un occhio rivolto maggiormente al sistema dell’arte contemporanea, la Fondazione Museo Pino Pascali invita sabato 29 marzo alle ore 19, Christian Caliandro, scrittore e critico d’arte, e Raffaele Gavarro, curatore e critico, a provocare una riflessione con la direttrice Rosalba Branà che metta al centro soprattutto lo stato dell’arte in Italia, in un confronto che abbracci altri sistemi culturali e la posizione del nostro Paese nella dimensione globale.
Questo avverrà mentre al Museo sono in corso due mostre che presentano differenti modi di operare e di fare ricerca. Duel con le installazioni di Dario Agrimi e Raffaele Fiorella (fino al 30 marzo), nell’ambito della rassegna annuale Il Museo e il suo territorio, che valorizza le nuove energie pugliesi ed è concepita, proprio come racconta il titolo stesso, come un discorso agonistico, e The Still House Group,  mostra dedicata alla ricerca di un collettivo nato nel 2007 e proveniente dagli Stati Uniti. In questo caso, il lavoro di gruppo diventa un modo per sostenersi l’un l’altro, abbattere i costi, promuoversi e vivere un percorso d’arte insieme.
Raffaele Gavarro nel suo libro Oltre l’Estetica (Meltemi editore) ritiene che nell’arte del nostro tempo manchino elementi aggreganti e continuità stilistico-formali e linguistiche, e sia piuttosto mobile e istantanea: l’artista passa con estrema disinvoltura da un linguaggio all’altro, da situazioni espositive tematizzate ad altre campionarie. Affronta inoltre le affinità e le differenze tra la figura del curatore e quella del critico, prese in esame per affrontare i problemi legati alla storicizzazione dei fenomeni artistici contemporanei e le questioni di metodo a essa correlate.
Christian Caliandro nel libro Italia Revolution. Rinascere con la cultura fa appello alla lotta, con le armi della cultura, rivolgendosi in particolare a quelle generazioni tra i venti e i quarantacinque anni che sono sprofondate  in una paralizzante condizione di “umiliazione collettiva”.
Un altro importante spunto di riflessione sarà dato in maniera consequenziale a questo filone dalla relazione tra pubblico e privato e tra i diversi soggetti (galleristi, collezionisti, mercanti, curatori, fruitori) che operano nel mondo dell’arte, cercando di capirne la funzione, ma anche quelle che sono state le possibili storture – reiterate nell’ultimo ventennio – con l’obiettivo di capire come si può costruire una visione lunga che tenga conto dei mutamenti in atto e reagisca ad essi e di aprire un confronto al di là delle retoriche in essere.

© Riproduzione riservata 01 Aprile 2014