aggiornato il 29/08/2015 alle 3:00 da

Meraviglioso Modugno, Salvini querela Pelù

IMG-20150828-WA0088Polignano- Grazie a Piero Pelù un concerto che nulla avrebbe potuto dire di più od aggiungere alla gloria dell’immenso Domenico Modugno si è trasformato nell’ennesima botta di pubblicità per il paese e, in un certo senso, anche per lui. Infatti non capita tutti i giorni di venir querelati dal leader di un partito politico per le opinioni espresse commentando una canzone. L’ex frontman dei Litfiba ieri sera, sul palco di piazza Aldo Moro, prima di cantare Modugno ha pensato bene di cantarne quattro agli sfruttatori dei migranti in particolari e dei braccianti più in generale. Argomento che a Polignano trova sicuramente attenti quanto interessati ascoltatori. Solo che Pelù, parlando di Amara terra mia, nel discorso ci infila Matteo Salvini: “I temi dello sfruttamento del lavoro, dell’abbandono dei campi e della migrazione sono sempre più attuali e andranno affrontati con maturità e rispetto dei diritti umani, alla faccia dei neonazisti come Salvini”. Pronta la replica del leader Leghista che posta su Facebook: «Il signor Piero Pelù, cantante, prima di un suo concerto a Polignano stasera ha parlato di diritti umani, lavoro e immigrazione “alla faccia dei neonazisti come Salvini”. Il signor Piero Pelù è un poveretto in cerca di pubblicità. Il signor Piero Pelù di sicuro ha trovato una bella querela. Canta che ti passa, fenomeno». Così grazie a Pelù ed a Salvini, che ha dato seguito alle parole del cantante, un concerto che rischiava di scivolare nel dimenticatoio si è guadagnato le prime pagine di Libero e del Secolo finendo per tirarsi dietro tutto lo sciame di siti e giornalisti faceboopk-dipendenti.Tra Pelù e Salvini, va detto, c’è già un precedente. Dopo aver litigato con Fedez, a giugno, dal palco di ponyida, salvini auspicava per il rapper e per Pelù un anno di servizio civile. Evidentemente la storia continua …

© Riproduzione riservata 29 Agosto 2015