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Torna uno dei vasi greci di mons. Santoro

casoNapoli1POLIGNANO- Finalmente qualcosa si muove nel panorama culturale polignanese. Dopo annate scialbe ed incolori passate a duplicare all’infinito Il Libro Possibile (senza, tuttavia, nemmeno avvicinarsi lontanamente alla manifestazione culturale di Rossella Santoro sviluppata anche con il supporto del gruppo Telenorba) finalmente gli amministratori polignanesi si accorgono, grazie a Giuseppe Maiellaro che ha saputo ampliare e valorizzare anche gli studi di chi l’ha preceduto, che Polignano ha un passato illustre che va fatto conoscere prma di tutto agli stessi polignanesi. Così a distanza di 230 anni torna per un breve periodo nella sua terra natia il Gran Vaso Loutrophoros, unico Gran Vaso rimasto a Napoli dei quattro “grandi vasi” rinvenuti dal vescovo Mattia Santoro nel marzo del 1785. La mostra intitolata “La scoperta di Monsignor Santoro dal Mito alla Realtà”, ideata ed organizzata da Giuseppe Maiellaro con il patrocinio del Comune di Polignano a Mare, si svolgerà a Polignano a Mare presso Palazzo San Giuseppe da questa sera, 27/11/2015, al 20/01/2016, con ingresso libero. Il bellissimo reperto a figure rosse del IV secolo A.C. verrà presentato in una cornice particolare insieme alle immagini degli altri grandi tre vasi, riprodotti a dimensione naturale, con didascalie esplicative della scoperta ed estratti di documenti tratti dal libro L’Assemblea Divina scritto dallo stesso Giuseppe Maiellaro. Fatica letteraria che ha dato il via alla riscoperta di questi meravigliosi reperti. Nell’ambito della mostra sono previste tre conferenze di studio e di approfondimento, cosa inimmaginabile per un paese in cui la classe politica ha sempre prediletto altri tipi di intrattenimenti. In particolare Venerdì 4 dicembre la Dott.ssa Angela Ciancio, archeologa responsabile d’area della Sovrintendenza ai Beni Archeologici di Puglia, tratterà il tema “La Peucezia tra il VI ed il IV secolo A.C.”; venerdi 18 dicembre, l’archeologa francese Claude Pouzadoux, direttrice del Centro Jean Bérard di Napoli, tratterà delle “Tombe monumentali e Grandi Vasi Apuli”; infine, domenica 3 gennaio 2016, l’archeologa, studiosa ed esperta in ceramografia antica, Maria Emilia Masci, illustrerà la “Nascita delle collezioni di vasi antichi nel ‘700”. Quanto organizzato da Giuseppe Maiellaro è qualcosa senza precedenti per il nostro paese, dove al massimo è stata organizzata una conferenza su un argomento culturale ma mai prima d’oggi ben tre conferenze nel giro di due settimane e, soprattutto, il ritorno di una delle testimonianze del passato “nobile” di Polignano. Cosa impensabile, improponibile ed impossibile per tutte le centinaia di reperti che purtroppo i nostri concittadini hanno venduto al miglior offerente durante il saccheggio della nostra storia che venne compiuto tra gli anni ’50 ed ‘80. “La nostra cittadina – dichiara Giuseppe Maiellaro – ha posseduto una delle collezioni di Vasi Antichi tra le più belle nel loro genere, non solo per le dimensioni, ma anche per la fattura e l’integrità dei reperti stessi. Nel corso dei secoli nessuno di questi preziosi Vasi è rimasto a Polignano: essi sono oggi divisi tra Napoli, Parigi, Francoforte, Londra, New York, Los Angeles e nelle collezioni private in tutto il mondo. Questa mostra vuole essere il primo passo verso la conoscenza, la ricostruzione e la riunione, non solo ideale, ma concreta e tangibile di questo nostro grande patrimonio, affinché venga annullata ogni distanza tra il nostro mondo attuale, le future generazioni e le nostre grandiose origini che ci richiamano a più elevati destini”. Dello stesso parere anche l’Assessore alla Cultura e ai beni archeologici di Polignano a Mare, Marilena Abbatepaolo che nel comunicato duffuso dall’Amministrazione così saluta l’iniziativa di Maiellaro “Siamo soddisfatti di questo traguardo, che si è raggiunto grazie alla dedizione e all’entusiasmo di tutti. Fin dall’inizio del nostro incarico abbiamo fortemente sostenuto la riscoperta dei nostri beni archeologici tanto da giungere quest’anno a una nuova campagna di scavi in sito Santa Barbara. Il nostro progetto è di vedere realizzato un parco archeologico e poi un museo con annessi i laboratori per la ricerca e il restauro”. Purtropo le buone intenzioni dei politici non arrivano al punto da far acquistare al Comune, per mano di questa Amministrazione, i terreni su cui sorge il villaggio preistorico di Santa Barbara. Finanziare campagne di scavi senza avere la proprietà del bene su cui si sta investendo vuol dire costruire un palazzo sulla sabbia.

 

© Riproduzione riservata 27 Novembre 2015

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