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Il ballo di San Vito tra Pizzica e Taranta

comune polignano panoramicaPOLIGNANO – Nel quadro degli eventi estivi dell’Estate Polignanese l’amministrazione comunale propone il Ballo di San Vito tra Pizzica e Taranta, 9 e 10 agosto, dalle ore 18, a San Vito (frazione di Polignano a Mare). Una due giorni di appuntamenti musicali, culturali ed enogastronomici che racconteranno di una terra, quella di San Vito, ricca di storia e tradizione. A cominciare dalla pizzica che non è patrimonio etno-musicale esclusivo del Salento. Proprio la storia – quella scritta da Ernesto De Marino in La Terra del Rimorso – ha portato alla luce alcuni dettagli che ci confermano questo ragionamento. De Martino aveva detto che il fenomeno del tarantismo diffuso in tutta l’Italia Meridionale e in particolare in Salento – dove condusse una ricerca etnologica nel lonato 1959 per studiarne i riti, danze e credenze – si sarebbe presto estinto, poichè legato a pratiche rituali del mondo contadino, dallo spessore quasi medioevale dove le credenze convincevano le piccole comunità che i tarantati, cioè coloro che venivamo morsi dalla taranta, potessero liberarsi dal veleno, dal male grazie al potere curativo della musica. Con quella danza frenetica, che oggi conosciamo grazie alla Notte della taranta, le donne e gli uomini esercitavano su se stessi un’azione curativa fino a quando non si liberavano del tutto di quel male.. male metaforico, se proprio dobbiamo dirlo, legato spesso a tabù sessuali e pregiudizi. Un errore ha fatto De Martino nella sua ricerca, pensare che il tarantismo sarebbe morto. In realtà è sopravvissuto allo stesso antropologo, a noi è giunto nelle sue forme moderne, le contaminazioni musicali sono andate al di là dell’aspetto folkloristico e l’hanno trasformato in un fenomeno popolare senza perdere il contatto con la tradizione che interessa non solo il Salento ma anche il resto della Puglia. Dunque anche la provincia di Bari. Il Ballo di San Vito è il nome volgare di una malattia, corea un disturbo del movimento caratterizzato da ipercinesie, si manifesta con spasmi irregolari del corpo (pareva quasi
ballassero) e nel Medioevo i devoti si rivolgevano a San Vito, (patrono di Polignano a Mare) Santo taumaturgo per essere liberati da quel male.
San Vito viene citato insieme a San Paolo nelle canzoni tradizionali, lo stesso Vinicio Capossela ne ha fatto un brano famosissimo. Era di Polignano un vescovo morso dalla taranta, e a San Vito (e in molti altri luoghi pugliesi) nel 1989 la regista Gabriella Rosaleva girò un film sul fenomeno del tarantismo.

VENERDI 9 AGOSTO, ORE 18, CONVEGNO “Le colture tipiche di Polignano a Mare tra biodiversità e opportunità commerciali”. – San Vito, dunque, è un terra ricca di sorprese da riscoprire e valorizzare, come lo sono alcune sue colture, un esempio è la Carota, prodotto peculiare di questo tratto di terra pugliese. San Vito dunque diventa il filo conduttore del nostro evento che trae fonte dalla cultura popolare e contadina alla quale bisogna guardare con rinnovato spirito per imparare a recuperare non solo la nostra memoria storica ma anche quella qualità della vita che abbiamo perso rivolgendo lo sguardo solo avanti e non indietro.  Così su iniziativa dell’assessorato all’
Agricoltura di Polignano, Giovanni Abbatepaolo, abbiamo previsto all’
apertura dell’evento, il 9 agosto 2013, ore 18,00, un convegno sul tema
Convegno: “Le colture tipiche di Polignano a Mare tra biodiversità e opportunità commerciali”. Con lo scopo non solo di valorizzare una coltura, tipica di questa terra ma di acquisire e ampliare il nostro bagaglio di conoscenze su tutti quei prodotti che vanno tutelati in virtù della loro biodiversità; e con essi vanno tutelati e valorizzati anche gli agricoltori che hanno compreso l’importanza di salvaguardare le proprie tipicità. L’apertura del convegno sarà dedicata ad una breve presentazione del libro “Biodiversità delle Colture Pugliesi”, a cura di Luigi Trotta.  

VENERDI’ 9 E SABATO 10 AGOSTO, DALLE ORE 20,00 APERTURA STAND GASTRONOMICI e Mercatini dell’artigianato. Show cooking con Nicola Difino che utilizzerà i prodotti della terra polignanese. Ringraziamo i ristoratori di San Vito  per la collaborazione: A mère, La Veranda di Giselda, Locanda dei Benedettini, La Colonna, ristorante l’Abbazia.

SABATO 10 AGOSTO 2013, ORE 20,30, ABBAZIA DI SAN VITO – Proiezione inedita del Film girato a San Vito – “La Sposa di San Paolo”, 1989 – di Gabriella Rosaleva, Ospiti: il produttore Fulvio Wetzl, l’attore protagonista Gino Locaputo. E’ stata invitata la Presidente della Apulia Film Commision Antonella Gaeta.

Studiando il fenomeno del tarantismo abbiamo scoperto che proprio a San Vito – frazione di Polignano a Mare nel 1989  è stata girato un film – La sposa di San Paolo (The bride of San Paolo, diretto da Gabriella Rosaleva. Ma il visto censura (N.° 90857), rilasciato soltanto in data 13 maggio 1996. Una riedizione del film è stata fatta con il titolo Tarantula. Tratto da una storia scritta da Caterina Durante “Viaggio a Galatina” mette in relazione le atmosfere mistiche delle tarantolate, riti e “balli” che si svolgevano anche nella nostra terra… Prodotto da Gabriella Rebeggiani e Fulvio Wetzl con la società Nuova Dimensione. Musiche originali di Carlo D’Angiò ed Eugenio Bennato con la partecipazione del gruppo Argalio di Corigliano d’Otranto. I costumi sono di Alessandra Montagna. Il film è stato girato interamente in Puglia ed in particolare nelle località di: Manfredonia, Bari, Conversano, Polignano a Mare, Monopoli, Fasano, Carovigno, Santa Maria di Cerrate, Melendugno, Melpignano ed Otranto. La pellicola ha rappresentato l’Italia in concorso al Festival del film Locarno nel 1989. La proiezione dura 90 minuti, l’ingresso è libero. Va detto che le vicissitudi di questo film sono tante, sicuramente è stato girato prima dei bei film di Winspeare sull’argomento ma al grande pubblico è sconosciuto per una serie di ragioni che spiegherà il produttore. Tra gli attori anche Lou Castel, interpreta Fra Bernardino nella foto in pagina con Gino Locaputo attore di Conversano nei panni di fra Verdino.
E a proposito di Chiesa, forse tutti non sanno che era di Polignano (pag. 124 – cap. V Tarantismo ed Economia, La Terra del Rimorso di Ernesto De Martino) il Vescovo Giovan Battista Quinzato, che fu preda del tarantismo e guarì con la musica e la danza.

 VENERDÌ 9 e SABATO 10 STAGE DI PIZZICA E DANZE BALCANICHE- Abbazia di San Vito. Orari: dalle 10 alle 13; dalle 18,00 alle 20,00.
Info_prenotazioni: 335.6783131. Sarà l’associazione “ARAI Helmet” di Spartaco Catacchio a realizzare i corsi per i quali è previsto un costo minimo a persona (due giorni 10 €). Ricordiamo che San Vito oltre al suo importante e ormai noto legame con la comunità di Polignanesi in Brasile, ha una certa popolarità in molti paesi europei, con particolare riguardo ai  paesi di lingua germanica. Deve la sua massiccia diffusione al dilagare, nell’Europa del nord, delle epidemie coreutiche che ebbero inizio a partire dal secolo XI: le danzimanie che, così chiamate nel Medioevo da medici e uomini di chiesa, coinvolgevano moltitudini di persone in danze sfrenate che duravano per interi giorni. A scopo terapeutico, in questo tipo di danze coreiformi, erano utilizzati musici e suonatori; non mancavano tuttavia pellegrinaggi rituali alla chiesa del santo protettore, dove veniva completato il rito con la presenza di una fonte, dell’acqua purificatrice o del passaggio sopra un ponte.

© Riproduzione riservata 06 Agosto 2013

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