aggiornato il 30/12/2011 alle 9:06 da

Bovino dice la sua sul Consiglio Comunale saltato mercoledì

POLIGNANO – bovino-polAndamento consiglio comunale convocato in prima convocazione per il giorno 28 dicembre.

La convocazione dei consigli comunali avviene mediante avviso della seduta che viene notificato a tutti i consiglieri con l’elenco degli argomenti da trattare, secondo quanto viene concordato nella conferenza dei capi gruppo consiliari. L’ultima seduta conteneva due convocazioni: la prima, per il giorno 28, ore 10.00; la seconda per il successivo giorno 29, ore 17.00. I relativi orari, oltre che il chiarimento sulla materiale celebrazione della adunanza, non sono stati fatti oggetto di consultazione né con la maggioranza né con il Sindaco. Anzi, la maggioranza aveva – già in occasione precedente – espresso desiderio di confermare la prassi secondo cui lo svolgimento dei consigli, in prima o in seconda convocazione, avvenisse in serata, per consentire di non interrompere le attività lavorative dei partecipanti. La presenza causale, in occasione di una giunta, nella mattina del 28, di 10 consiglieri, ha suggerito agli stessi di tentare di celebrare il consiglio in prima convocazione, dando per certa la presenza del Presidente del Consiglio Comunale, Onofrio Torres. La seduta, infatti, è stata regolarmente aperta con la presenza di 12 consiglieri. Ma immediatamente dopo il Presidente del Consiglio (oltre al consigliere di minoranza Angelo Focarelli) ha abbandonato la seduta rendendo così impossibile l’adozione quantomeno dei due deliberati relativi ai debiti fuori bilancio, il cui ritardato pagamento – dunque – di certo non potrà essere imputabile a questa maggioranza. Questa maggioranza, che era pronta e ben disponibile a lavorare, anche insieme a Torres, ritiene che il comportamento del Presidente Torres costituisca una grave scorrettezza istituzionale, meritevole di censura ai competenti organi. Peraltro, circostanza ancor più grave ed anch’essa meritevole di censura, a norma del vigente Regolamento (art. 14 e 15), preso atto, alla votazione, della impossibilità di approvare la delibera per mancanza del quorum (11 voti e non 10), oltre che, contestualmente, della mancanza del numero legale (11 voti), subito dopo la interruzione del consiglio, il Presidente, che aveva disposto con la notifica dell’avviso la doppia convocazione, avrebbe dovuto rendersi diligente e rinnovare tale avviso ai soli consiglieri assenti, così consentendo il regolare espletamento dei lavori consiliari in seconda convocazione. Sicchè, il Consiglio, pur regolarmente convocato ed aperto, non potrà essere espletato, neanche in seconda convocazione, solo per la irresponsabilità del Presidente.
Per quanto diventi sempre più complicato, si auspica un immediato chiarimento con il Presidente, che valga a rispristinare la correttezza dei rapporti istituzionali, prima ancora che quelli personali.

© Riproduzione riservata 30 Dicembre 2011