aggiornato il 04/11/2013 alle 10:42 da

Pd, Scagliusi confermato segretario

IMG-20131104-WA0000POLIGNANO – Aggiornamento del 07/11: Riceviamo e pubblichiamo la lettera del neosegretario Domenico Scagliusi:

Sono passati 3 anni e mezzo dalla mia elezione. Era il 2 giugno 2010 e la mia candidatura nasceva dalla convergenza di tutti gli uomini del partito.
Una nomina inaspettata alla quale è seguito l’impegno incessante in questo lungo periodo di reggenza del circolo pd, consapevole delle difficoltà che avrebbero minato il percorso (e che si sono fatte sempre più insistenti in quest’ultimo periodo) e verso la costruzione di un’identità condivisa del nostro Partito.
Eravamo alle soglie di un periodo di duro impegno politico per la riorganizzazione di un centro-sinistra che di lì a breve si sarebbe presentato compatto alle elezioni amministrative e le avrebbe vinte in maniera incontrastata, staccando un centrodestra lacerato da dissidi interni e per questo la costruzione di una valida alternativa è stata ogni giorno sempre più stimolante, per tutti i partners della coalizione.
Ricordo le parole del segretario uscente Matarrese nella sua relazione di fine mandato: un paese trasformato in un enorme cantiere, dove l’edilizia, gli affari privati, i conflitti di interessi, le opere pubbliche inutili e dispendiose alle quali questa amministrazione ha cominciato a porre rimedio.
Eravamo assediati in ogni parte da politici che anteponevano i loro affari ad ogni cosa, che amministravano la cosa pubblica barattandola con i loro interessi personali.

Anche per questo la coalizione di centrosinistra ha vinto le elezioni. La gente ha creduto in noi, il Partito Democratico è stato motore propulsivo della coalizione e della vittoria del Sindaco Domenico Vitto, un faro per il PD in tutta la provincia di Bari, l’unico Sindaco di centrosinistra del sud-est barese.

Oggi è arrivato il momento di dare risposte concrete. Ma solo con l’aiuto di ogni singolo iscritto del PD sarà possibile farlo. Per questo sarà necessario in futuro trovare idonee e stabili modalità di dialogo tra il volontarismo del coordinamento e il professionismo politico dei nostri amministratori.
Cambio di rotta

Negli ultimi tre anni il quadro politico e sociale ci ha restituito una realtà con la quale siamo obbligati a fare i conti. La fiducia nei partiti politici in Italia è attualmente al 5,6%, da anni è la più bassa d’Europa. Sarebbe un errore pensare che questo dato non ci riguardi. Per questo il lavoro di tutti dovrà essere basato sul recupero della fiducia persa, ricominciando ad essere prima di tutto a disposizione dei cittadini, per ritrovare il senso di una politica che sia servizio, non mero arrivismo personale. Si tratta di ritrovare la strada per quel ruolo che i partiti hanno storicamente assunto, non dobbiamo inventarci nulla, dobbiamo ripartire dalle basi: ascoltare i concittadini, farli partecipare alla vita pubblica, farli decidere, aiutarci a decidere meglio.
Non mi stancherò mai di ripeterlo. Era l’obiettivo della mozione di tre anni fa, timidamente raggiunto. Ma solo la forza del gruppo, lo stare insieme, uniti, compatti, collaborativi, ci permetterà di essere presenti sul territorio, a trovare soluzioni per il bene comune.
A Polignano il PD non è ancora diventato un punto di riferimento dei cittadini e per questo dovremo impegnarci nell’essere più presenti, e non solo nell’azione amministrativa, dalla quale molte volte siamo assenti per inseguire polemiche sterili, ma nel quotidiano.
Abbiamo una sede che deve vivere ed essere vissuta, quella porta aperta rappresenta un segnale di apertura nei confronti dei cittadini, dobbiamo essere tutti – e in questo mi rivolgo soprattutto agli iscritti – a disposizione dei polignanesi, delle loro domande, delle loro proposte. Non possiamo farci vedere solo durante il congresso e farci sentire solo quando c’è da polemizzare. Così non ci si comporta in un partito, questo è l’atteggiamento di chi è sempre in campagna elettorale, un atteggiamento che ha sinceramente annoiato.
Talvolta ho la sensazione che a sinistra sappiamo ‘menare’ solo i nostri amici e compagni. Nelle competizioni e nei dialoghi con gli avversari siamo più mosci, a volte accondiscendenti con le minoranze.
Adesso che siamo al governo del paese il partito può e deve servire come collante fra l’amministrazione e la cittadinanza. Non dobbiamo perdere quest’occasione, perché non sempre saremo al governo. Portare le istanze dei cittadini agli amministratori è un lavoro che crea un senso di comunità, che restituisce al partito una dimensione collettiva, quella che molti dicono smarrita, è questa soprattutto la strada da percorrere per recuperarla. Non di certo le istanze personali, i nostri personali successi, le nostre personali scalate. Ma i pensieri, i desideri, le perplessità dei polignanesi. Questo deve essere il centro del nostro lavoro.

Porte aperte

Lo otterremo non solo aprendo la porta della sede, lo otterremo tornando anche ad essere più presenti nelle piazze. Non accetto l’idea che ci sia un’agenda delle priorità del PD di Polignano dettata da qualcuno che non siano i polignanesi. Noi dobbiamo essere presenti. Dobbiamo farlo, organizzando incontri con la cittadinanza e con i rappresentanti di categoria.

Questa piccola rivoluzione dell’ascolto e dell’apertura non possono farla solo gli assessori, non posso farla io se vengo lasciato solo, ma vede protagonista il cuore pulsante del partito: gli iscritti e i militanti, che devono rivestire questo importantissimo ruolo. Mettendo da parte inutili personalismi e arrivismi, inutili polemiche che in quest’ultima fase non ha fatto altro che rovinare il partito e logorare la passione di chi ancora crede che si possa lavorare serenamente e in sinergia.
Nuova linfa al partito
E su iscritti e militanti fatemi essere chiaro: devono aumentare, e questo deve essere un obiettivo fondamentale.
Ed aumenteranno perché i cittadini percepiranno che il PD è un posto utile dove stare. È la loro casa! E di certo non vorranno stare in un partito litigioso, rissoso. Deve essere un partito giovane, ma non per una questione modaiola di ricambio generazionale, ma piuttosto perché le persone che fanno parte  delle nuove generazioni sono obbligate, anche per colpa della crisi, a essere molto pratiche.
Abbiamo a che fare con ragazzi iperspecializzati, molto attivi, e anche molto pragmatici. Una realtà litigiosa e inconcludente è quanto di peggio si possa offrire a una generazione che ha coscienza del periodo critico che attraversa, e che ha come priorità quella di risolvere problemi, portare proposte. L’apertura a una fascia più ampia e più rappresentativa della nostra comunità, ci aiuterà senza dubbio ad avere un quadro più chiaro delle esigenze di tutti. È un’occasione che non possiamo perdere.
Si respira un clima di fiducia del Partito Democratico di Polignano. Per questo un gruppo di ragazzi mi ha chiesto di poter partecipare attivamente alla vita del partito, nel coordinamento, e di costituire finalmente il circolo dei Giovani Democratici nel nostro paese.
È il primo atto che farò con la mia rielezione.

Oggi è necessario lasciarsi alle spalle inutili divisioni.

Vorrei puntualizzare, che quando parlo di divisioni, di un partito litigioso come ostacolo, non intendo in nessun modo chiudere le discussioni interne. Proviamo a distinguere però le discussioni costruttive da quelle personalistiche, quelle mirate a far emergere il singolo, quando in un partito è chiaro che si deve provare a camminare insieme.

È chiaro che molte volte le nostre idee in una normale dialettica di un partito in cui si decide a maggioranza, vengono accantonate. Ma questo non può essere motivo di frattura. Anzi, invito chi si sente oggi abbandonato con le sue idee, a concentrarsi su come farle diventare proposta e non protesta, a come socializzarle con gli altri membri di partito – prima – e della maggioranza poi per renderle finalmente operative e non rimanere relegato in un angolo dell’agone politico da cui sarà poi difficile venirne fuori.

Io non sono per le divisioni, per le correnti, per le prove di forza, per l’eterna lotta tra ex-comunisti ed ex-democristiani che non interessano nessuno. Tutti sapete che sono nato con il PD, ed è con il PD e con tutti gli amici e le amiche democratiche che voglio camminare in questo percorso, mano nella mano, per costruire il cambiamento tanto atteso.

Partecipazione

Un’altra occasione che non possiamo perdere è quella della partecipazione. Dobbiamo riuscire ad avere la presenza di tutti quando si affrontano argomenti delicati, come per esempio le scelte da prendere in ambito amministrativo. Mi viene spesso rimproverato di non essere stato abbastanza inclusivo, ma poi la realtà dei fatti è che la nostra sede resta vuota quando gli incontri vengono organizzati. Allora se riuscissimo ad essere noi più partecipi, solo allora potremo magari provare a coinvolgere anche i cittadini nei processi decisionali. Perché la democrazia rappresentativa ha sempre funzionato, ma la perfezione la si raggiunge facendo sentire i cittadini davvero partecipi di un processo e di una scelta.

Oggi e per il futuro, uniti con senso di responsabilità verso un progetto in divenire ancora tutto da realizzare.

Domenico Scagliusi

04/11: Grande exploit di Pagano domenica sera che a Polignano conquista tre delegati su quattro per il congresso.  Alla fine il terzo incomodo, ossia la Campanella, serve solo per agevolare questa vittoria e consentire all’uomo di Procacci ed Emiliano di lasciare un solo delegato ad Antonacci. Così dalle votazioni interne al Pd la leadership di Vitto viene fuori rafforzata.

© Riproduzione riservata 04 Novembre 2013