aggiornato il 27/04/2012 alle 16:10 da

Pro Polignano retrocessa. L’ira di Muserra

POLIGNANO – Art._Pro_vs_Gravina_5_GOAL_BRIGIDO_1-1Per la Pro Polignano è retrocessione. Domani “match di rito” in casa col Bitetto (ore 16:30) per l’ultima della stagione. Mercoledì scorso infatti i rossoverdi sono tornati a casa con una sconfitta per 2-0 in favore del Palagiano che si assicura i play-out. A segnare le sorti della gara un giovanissimo arbitro donna, che con una serie di espulsioni ha ridotto i nostri in 7 contro un fronte di 11 uomini. “Appena siamo arrivati a Palagiano, – esordisce mister Mirko Muserra – loro si son fatti trovare con le fotografie di Borracci e Comes Piero, dicendo che non avrebbero potuto entrare in campo, forse per qualche screzio nel rettangolo di gioco all’andata. Un po’ la situazione si era calmata, ma la sorpresa è stata il trovare per una partita così importante, perché ci giocavamo l’ultimo posto, un arbitro donna, che inizialmente si è presentata negli spogliatoi durante il riconoscimento facendo delle insinuazioni con voce tremolante riguardo al casino e al boato sentitosi, che noi, in quanto ospiti, non avremmo potuto fare. In campo ha arbitrato a senso unico, in favore dei padroni di casa, tanto che al primo fallaccio su Mastrangelo, mi sono permesso di dire ‘perché non ha fischiato su quel fallo?’ e lei in risposta ‘lei deve stare zitto ed in silenzio, non deve assolutamente parlare, se vuole stare in piedi può farlo, ma deve stare zitto, altrimenti alla prossima la mando fuori’. Negli spogliatoi le dissi ‘ scusi, lei dice di conoscere il regolamento’ – ‘sicuramente lo conosco meglio di lei’ – ‘ma lo sa che da terra un giocatore avversario non può scalciare il pallone quando è contrastato da un giocatore di un’altra squadra che è in piedi?’, non mi ha risposto. Io, quest’anno, anche se abbiamo perso molte partite non me la sono presa sempre con l’arbitro, anzi in alcuni casi mi sono anche complimentato per l’arbitraggio nonostante una sconfitta. Tuttavia una cosa è l’essere scarso o il cercare di imparare, un’altra è l’essere arroganti e presuntuosi: per questo andrò a battere in Federazione, perché l’arroganza da parte di questi ragazzi giovanissimi deve sparire, ci deve essere collaborazione. Per esempio dopo la sconfitta in casa col Castellaneta, mi sono complimentato con l’arbitro, che a fine gara si è fermato con me a dire chiacchiere amichevolmente: perché più sei arrogante più ti metti contro le persone, mentre a volte sei talmente spontaneo, che nessuno, pur volendo, potrebbe aggredirti verbalmente. Inoltre durante la gara un mio giocatore ha chiesto all’arbitro come mai per uno stesso fallo, avesse fischiato solo in favore dei padroni di casa, e lei con arroganza: ‘perché non ha fischiato! Mi deve dare del lei!” In conclusione ha mandato fuori dal campo me, gli accompagnatori Lamanna e Pedote, e i giocatori Comes, Brigido, Dibello e Mastrangelo.” All’inizio prima buona occasione con un bel tiro di controbalzo quasi al volo di Borracci dai 25-30 metri e la sfera che è uscita fuori di poco. Poi su punizione arriva l’1-0 e iniziano le prime espulsioni. Nella ripresa limpida occasione con Dibello per Borracci, quindi gli avversari su una palla morta, in area ma da fondo campo hanno fatto un cross ravvicinato: la sfera tocca il gomito di Merolla impegnato nel contrasto e su rigore arriva il 2-0 che chiude la gara. “Non siamo retrocessi ieri, – continua mr. Muserra – ma tempo prima perché non c’era nervo nella squadra. La responsabilità è da dividere in parti uguali, tra presidente, dirigenti, allenatore, ma la responsabilità maggiore è dei giocatori e soprattutto dei ragazzi di Polignano. Piero Comes all’inizio pensava che ci avrebbero lasciati a metà strada, ma lo hanno fatto prima. Avendo fatto una base di ragazzini polignanesi, alla prima difficoltà sono spariti tutti. Aveva ragione chi diceva che sui ragazzi di Polignano non si può fare affidamento, perché i vari De Donato, Torres, L’Abbate, Bovino, Giuliani, Giannoccaro, possono solo giocare per strada o a calcetto, poiché non sanno stare in un contesto di squadra.”

© Riproduzione riservata 27 Aprile 2012

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