aggiornato il 05/09/2010 alle 12:56 da

Raccolto di percoche parzialmente distrutto. Boccardi chiede sostegno per gli agricoltori

TURI – Non c’è pace per gli agricoltori del sud est barese che a due mesi di distanza dai danni causati dal maltempo alle ciliegie subiscono un altro duro colpo nei frutteti. Nelle ultime ore i campi di percoche sono stati colpiti da un parassita che ha distrutto buona parte del raccolto: i terreni interessati sono ricoperti da un tappeto giallo fatto di frutti marci. Più del 30 per cento della produzione, infatti, è andata persa per via di un improvviso attacco di tignola (un parassita che attacca anche l’uva) che ha infestato gli alberi di Baby Gold 9, una varietà di percoche che  in questo momento doveva essere tra le più redditizie. Così gli agricoltori del sud est barese ed in particolare per quelli di Turi, Sammichele, Casamassima, Valenzano e Putignano,  in poche ore hanno visto svanire la possibilità di veder adeguatamente remunerato il proprio lavoro. Nel raccolto delle percoche erano riposte le speranze per il riscatto economico dell’anno 2010 le cui stagioni sono  state scandite da calamità e infestazioni parassitarie. L’attacco della tignola avvenuto nelle  ultime ore pare sia così importante da mettere in allerta i produttori anche per la stagione 2011: si teme che la schiusa delle uova depositate quest’anno possa pregiudicare anche il raccolto dell’anno prossimo.“E’ l’ennesimo duro colpo alla nostra terra, alla nostra gente e alla nostra produzione agricola”, commenta Michele Boccardi, turese, consigliere regionale del Pdl. “Ancora una volta la fatica dei nostri agricoltori è stata mortificata da un’imprevedibile attacco al raccolto. Definirla emergenza è riduttivo. La misura dell’esasperazione dei produttori è quasi colma. Le continue difficoltà economiche alle quali sono esposti gli operatori agricoli contribuiscono in maniera lenta ma progressiva all’abbandono dei campi, specie da parte delle nuove generazioni. Oggi non si tratta di recuperare una stagione andata male ma di evitare la definitiva morte dell’agricoltura. Lancio un forte appello a tutte le autorità competenti, a cominciare da quelle regionali, affinché possano dare un primo e concreto segnale di sostegno e incoraggiamento al comparto agricolo per poter dare un senso economico e umano al lavoro dei nostri produttori e dei nostri operai”.

© Riproduzione riservata 05 Settembre 2010