aggiornato il 31/08/2011 alle 15:14 da

Omicidio stradale, a settembre la discussione in parlamento

PUTIGNANO – L’A.G.U.V.S continua con la petizione. Riceviamo e pubblichiamo:

Mariano-Belviso-aguvsL’Associazione Gruppi Uniti Tutela e Giustizia per le Vittime della Strada (A.G.U.V.S.), nata in Puglia con sede a Lecce da familiari vittime della strada, apprende con piena soddisfazione che a settembre i Ministri Roberto Maroni  e Nitto Palma,  porteranno  in  parlamento  la proposta  di modifica  di  legge  dell’attuale OMICIDIO COLPOSO integrando ad esso il reato di OMICIDIO STRADALE. A tal proposito, le associazioni di tutto il territorio italiano e in particolare l’Ass.ne Lorenzo Guarnieri, Ass.ne Gabriele Borgogni, Comune di Firenze e A.S.A.P.S.,  supportate dall’associazione pugliese A.G.U.V.S. hanno promosso una petizione con una raccolta  firme su  internet  (www.giustiziavittimestrada.org)  (www.omicidiostradale.it) che ad oggi ha raggiunto circa 34 mila adesioni. Ma l’A.G.U.V.S. non si è fermata qui, infatti, con le sue sedi e il supporto dei soci e volontari, in questi mesi è scesa in campo fattivamente con le raccolte firme. Il Vice Presidente e Coordinatore per  la Provincia di Bari A.G.U.V.S. Mariano Belviso spiega  la differenza tra  questi  due  reati:  l’attuale  omicidio  colposo  tende  a  garantire  e  a  scagionare  senza  alcuna  pena detentiva chi provoca la morte di un’innocente in un incidente stradale. Per la precisione, la condanna c’è ma viene annullata dal patteggiamento che tende a garantire l’immunità dell’imputato. Ciò provoca nelle aule di  tribunale disappunto e  rabbia da parte dei  familiari   vittime della strada che, vivono  la  sentenza come un’ulteriore beffa  ai  loro danni  tale da uccidere  per  la  seconda volta  i  loro  cari,  vittime  ignare di comportamenti  di  guida  irresponsabile  e  di una  giustizia oltraggiosa.  In  alcuni  casi  l’omicidio  colposo è aggravato  se,  chi  provoca  la morte  d’innocenti  è  sotto  l’effetto  di droghe  o  alcol ma,  tutti  i  cavilli  e  le attenuanti che la legge attuale permette, non fanno altro che allungare i processi, portandoli in alcuni casi alla  prescrizione  o  in  un  nulla  di  fatto  scagionando  così  i  colpevoli  con  una  breve  sospensione  della patente. L’omicidio stradale, tende a colpire quei casi di guida in uno stato psicofisico alterato da droga e alcol  o  da  una  guida  azzardata  che  prevede  l’allungamento  delle  pene  detentive  fino  a  18  anni, garantendo così una certezza della pena e il definitivo ritiro a vita della patente.  Per quanto ci riguarda la discussione per l’integrazione di questo reato, dovrebbe essere di aspettative più ampie, poiché si dovrebbe valutare l’inasprimento delle pene a 360 gradi non solo per lo stato psicofisico alterato ma, anche  in quei casi di mancato  rispetto delle  regole del codice della strada. Vorrei  ricordare che almeno il 70% degli incidenti mortali è causato da distrazione, alta velocità, sregolatezza e temerarietà alla  guida,  atteggiamenti  che  causano  la morte  sia  di  chi  guida  che,    nella  stragrande maggioranza,  dei passeggeri  e  di  vittime  ignare  coinvolte  da  questi  eventi,  vedi  gli  ultimi  avvenimenti  tipo  la morte  dei quattro francesi o, i tre ragazzi deceduti di Acquaviva delle Fonti con alla guida un neo patentato. Da tempo, noi familiari vittime della strada ci battiamo per una giustizia adeguata a questo tipo di crimine non  per  pura  vendetta ma,  solo  per  ottenere  una  GIUSTA  GIUSTIZIA  che  ad  oggi  ci  è  stata  negata  e soprattutto,  che  questo  inasprimento  della  pena  sia  di  monito  a  tutti  gli  utenti  della  strada  perché possano   ottemperare quelle  regole  che  a oggi  vengono    continuamente  infrante  causando  la morte di tanta gente innocente. I numeri sono da capogiro e dovrebbero far riflettere. In questi dieci anni le vittime sulle strade d’Italia sono state circa 60’000 e  i feriti circa 3.000’000;   di questi molti vivono una esistenza penosa: o  lesi nel fisico tanto da ricorrere alla sedia a rotelle o  in uno stato comatoso vegetativo con un costo  sociale  economico  non  indifferente.  Purtroppo  in  tutto  questo  gioca  la  totale  indifferenza  delle istituzioni,  la  scarsa  informazione  e  la mancata  cultura  a  un  approccio  verso  la  strada  con  il  dovuto rispetto…” La VITA è una sola, non c’è una seconda possibilità… non dimenticatelo !!! “ Noi non molliamo e  continuiamo imperterriti a perseguire i nostri obiettivi. Se anche Voi condividete i nostri propositi potete dare  la vostra adesione o collaborare con noi alla raccolta firme richiedendoci i moduli necessari (info  su www.giustiziavittimestrada.org) . Inoltre cogliamo l’occasione e invitiamo   le amministrazioni  comunali  a  supportarci  gratuitamente  organizzando  insieme    a  noi  delle  giornate all’insegna della comunicazione e  sensibilizzazione alla  sicurezza  stradale  e  soprattutto per  la  raccolta firme. (info segreteria@giustiziavittimestrada.org ).

Mariano Belviso (Vice Presidente A.G.U.V.S.)

© Riproduzione riservata 31 Agosto 2011