aggiornato il 22/09/2011 alle 15:59 da

Centro storico, l’ufficio tecnico esamina 9 verbali

PUTIGNANO – Il_tenente_De_Nicol_e_ling._ManciniDa fine luglio 2011 è attivo presso palazzo di città l’Ufficio Tecnico per il Centro Storico. Ad annunciarlo a Fax era l’assessore all’urbanistica Nicola Recchia, il quale oggi comunica che l’ufficio è a regime. Dal 26 luglio scorso, data del primo sopralluogo e fatta salva la pausa estiva, sono giunti 9 verbali, di cui 3 hanno riguardato casi difformi o privi di autorizzazione e i restanti 6, casi regolari o sanabili. L’ufficio è nato per arginare il fenomeno di abusi edilizi o la realizzazione di opere non conformi nel centro storico. La pratica più diffusa è la sostituzione di porte e infissi, magari in legno, con strutture nuove ma in anticorodal, alluminio o PVC. La prassi in alcuni casi è dettata dall’intento di un risparmio economico, ma il piano di recupero del nostro centro storico non ammette tali materiali, bensì solo il legno e ne regola anche le colorazioni. Del resto il centro storico ha vincoli dettati della sovrintendenza. L’ufficio tecnico affidato all’ing. Anna Mancini, coadiuvata dagli agenti della Polizia Municipale, ha il compito di effettuare sopralluoghi e verificare conformità o irregolarità nelle attività di edilizia libera. Le segnalazioni partono dalle DIA o SCIA in atto, poi nei sopralluoghi possono aggiungersi verifiche di cantieri aperti. L’ultimo sopralluogo è stato effettuato questa mattina proprio dall’ingegnere, accompagnata dal tenente della P.M. De Nicolò. Recchia prova a fare intesi: “l’ufficio offre principalmente due servizi, la prevenzione e il controllo. Prevenzione perché accade che qualche cittadino possa realizzare opere non citate nelle richieste, e questo non va bene”.  L’assessore annuncia che a fine mese dovrebbe essere resa nota la graduatoria del bando comunale, pubblicato lo scorso febbraio, che offriva incentivi per la sostituzione di portoni in anticorodal. Il contributo minimo di finanziamento per ogni singolo intervento è pari al 40% della spesa necessaria e non può superare i 1.000 euro. I richiedenti dovevano avere un reddito I.S.E.E. non superiore a 16.000 euro. Dati che hanno fatto registrare una non larga adesione.

 

 

© Riproduzione riservata 22 Settembre 2011

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