aggiornato il 05/02/2012 alle 8:01 da

Inaugurata la banca dei putignanesi

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PUTIGNANO – E’ stato necessario bloccare al traffico un tratto di via Margherita di Savoia per permettere ad un fiume di gente di prendere parte alla inaugurazione del primo sportello della Banca di Credito Cooperativo di Putignano. Il taglio del nastro si è svolto questo pomeriggio verso le ore 16,30 alla presenza dei vertici della BCC putignanese guidati dal presidente, Alessandro Mele, del presidente della Federazione delle BCC di Puglia e Basilicata, Augusto Dell’Erba, del sindaco Gianvincenzo Angelini De Miccolis, e del vescovo Mons. Domenico Padovano. Presenti fra i tanti anche molti dei 1200 soci che può contare la neonata banca locale; oltre ad esponenti politici di ogni schieramento e rappresentanti delle forze dell’ordine.

“Oggi mettiamo la nostra firma in una pagina importante per la storia della città e della nostra comunità”, ha detto il presidente Mele, ringraziando quanti vi hanno contribuito.

Il sindaco De Miccolis ha chiesto alla BCC “un’attenzione particolare al territorio derivante dalla conoscenza del territorio”. L’amministrazione comunale di Putignano ha sottoscritto alcune quote di adesione alla BCC “come sostegno simbolico alla nostra banca”, ha sottolineato De Miccolis.

Il presidente Dell’Erba è intervenuto per ricordare il valore “della cooperazione e dello stare insieme”, come fondamento di tutte le BCC. Ha senso costituire una banca in un periodo di profonda crisi economica e finanziaria? Dell’Erba si è fatto la domanda che molti sussurravano, ed ha poi fornito una risposta: “Sì, ha senso se è cooperativa perché unendo gli sforzi, vogliamo generare servizi, senza benefici individuali ma di ordine collettivo”.

Infine il vescovo Padovano, dopo aver impartito la benedizione, ha richiamato la banca a “rispettare il cliente risparmiatore”, ed ha continuato: “Informatelo con chiarezza, date più opportunità a tutti, non fate i forti con i deboli ed i deboli con i forti, non discriminate, facilitate le forme di finanziamento ai più deboli anche assumendovi un maggiore rischio”, perché “l’economica può e deve essere umanizzata”.

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© Riproduzione riservata 05 Febbraio 2012