aggiornato il 25/10/2010 alle 9:23 da

Lillino rifiutava l’aiuto dei servizi sociali

Lillino-rifiutava-laiuto-dei-servizi-socialiPUTIGNANO –  Lillino, all’anagrafe Michele Notarangelo, nei giorni scorsi trovato morto nella sua casa in via Nuova 3, nel centro storico viveva in una grave situazione di disagio fra immondizia e condizioni igienico sanitarie molto precarie. Ma il suo non è un caso di abbandono, se mai di solitudine cercata, nonostante i ripetuti tentativi dei familiari e dei Servizi Sociali che volevano aiutarlo. Pochi mesi fa un cugino aveva temuto il peggio non avendo ricevuto risposta alla sua abitazione ed allertò i vigili urbani e i vigili del fuoco; ma in quel caso Lillino era in casa e stava bene. Non rispondeva nemmeno quando erano le assistenti sociali a visitare la sua casa ben conscie della situazione di disagio in cui si trovava. “Siamo stati diverse volte a casa sua per cercare di convincerlo al ricovero presso una struttura per anziani che sarebbe stata la soluzione migliore per lui ma ha sempre rifiutato” ci dicono dai Servizi Sociali “Poi abbiamo proposto ed attivato per lui il servizio mensa e lavanderia ma non si è mai recato presso il centro polivalente per anziani a ritirare il suo pasto. Per lui quella era la normalità e riteneva inutile il nostro intervento o quello dei familiari con cui abbiamo avuto diversi colloqui”.

Sullo stato di disagio in cui conduceva la sua esistenza Notarangelo è intervenuto anche l’assessore ai servizi sociali Vito Genco che ci ha detto: “Conoscevamo bene la sua situazione ed abbiamo tentato di attivare un programma domiciliare ma è sempre stato rifiutato”.

© Riproduzione riservata 25 Ottobre 2010