aggiornato il 13/07/2012 alle 15:09 da

Sgominato il clan del pizzo, tre putignanesi in manette

PUTIGNANO – Sono stati arrestati lunedì scorso nell’ambito dell’operazione Artemide condotta con successo dai carabinieri del Norm della Compagnia di Massafra, tre putignanesi ritenuti gli emissari del boss Carmelo Putignano. Si tratta di Giuseppe Casulli di 48 anni, Vito Sportelli di 35 anni e Nicola Di Tella di 34 anni, tutti volti noti alle forze dell’ordine e ritenuti i gregari del sodalizio criminale diretto e fondato da Carmelo Putignano che operava a Palagiano, comune di origine del boss, ma che da alcuni tempi risiedeva nella nostra cittadina.

I tre gregari putignanesi, insieme a Domenico Attorre e Domenico Petruzzelli, entrambi deceduti a seguito di un agguato subito lo scorso maggio 2011, sono ritenuti responsabili a vario titolo di attentati incendiari ai danni di commercianti ed imprenditori di Palagiano, a cui sistematicamente seguivano richieste estorsive, da 5.000 a 10.000 euro. Casulli, Sportelli e Di Tella proprio a Palagiano nel giugno del 2011 erano stati arrestati in flagranza di reato durante un’operazione congiunta tra militari della Compagnia di Massafra e personale della Squadra Mobile della Questura di Taranto per aver tentato un’estorsione ai danni di un noto imprenditore di Palagiano. Tornati in libertà, in attesa di giudizio, avevano però continuato l’attività illegale.

Il gruppo malavitoso agiva con atti intimidatori in stile mafioso ed avrebbe portato a compimento numerose estorsioni in danno di piccoli e medi imprenditori palagianesi, giungendo addirittura ad attentati incendiari di beni mobili e immobili, nonché a minacce con armi da fuoco. In alcuni casi il clan si è spinto anche ad aggressioni fisiche.

L’ordinanza di custodia cautelare per Carmelo Putignano è stata notificata a Nuoro, luogo dove era già detenuto presso il locale carcere. Casulli e Sportelli sono stati associati presso la casa circondariale di Bari, mentre Di Tella presso quella di Brindisi.

Carmelo Putignano proprio nella nostra città, precisamente in zona Spine Rossine, dove abitava, il 24 giugno del 2010 è stato gambizzato da ignoti. Quella gambizzazione rientrava, secondo gli inquirenti, in un’escalation di eventi delittuosi per accaparrarsi l’egemonia sul territorio tarantino:  alcuni mesi prima, il figlio del boss, Lorenzo, aveva subito un tentato omicidio a Palagiano. Escalation di violenza culminata poi con l’assassinio degli altri due gregari-emissari del boss, Attorre e Petruzzelli.

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© Riproduzione riservata 13 Luglio 2012