aggiornato il 02/04/2012 alle 14:07 da

Liceo, stage a Parigi

PUTIGNANO – Foto_gruppo_Parigi“Quale posto migliore di Parigi per sognare?” era l’interrogativo posto in un film d’animazione uscito nelle sale qualche anno fa. Una domanda forse retorica, alla quale anche noi, alunni delle classi 3^AL e 3^BL dell’IISS “Majorana – Laterza” di Putignano, possiamo finalmente rispondere. La settimana che ci ha resi protagonisti dall’11 al 17 Marzo 2012 di un’esperienza emozionante e indimenticabile rimarrà sicuramente nel bagaglio culturale di ognuno di noi. Sette giorni, secondo alcuni troppo pochi, per confrontarsi con una nuova cultura e con costumi e tradizioni diversi dai nostri, per mettere in pratica le conoscenze linguistiche acquisite in classe, per scoprire luoghi famosi in tutto il mondo.

L’aspetto che ha caratterizzato in maniera particolare lo stage linguistico e che ha permesso un vero e proprio contatto tra gli studenti e la cultura francese è stata la sistemazione in famiglie ubicate nei vari arrondissement della metropoli parigina. Del resto, non c’è modo migliore per favorire un contatto tra diverse tradizioni ed abbattere le barriere culturali ancora presenti nella nostra società e fonti di pregiudizio e diffidenza. In alcuni casi, si sono create vere e proprie amicizie con i nostri coetanei, ma, anche in assenza di ragazzi della nostra età, non è stato difficile ambientarsi ed è lodevole la disponibilità con cui le famiglie si sono mostrate sempre pronte a venire incontro alle nostre esigenze e la fiducia che hanno riposto nei nostri confronti.

Lo stage, organizzato in collaborazione con l’istituto “France Langue” di Parigi, ci ha fatto vivere per una settimana nel clima caotico e frenetico della città e nel continuo viavai di gente che si sposta da un lato all’altro della metropoli con un mezzo pratico, veloce e famoso in tutto il mondo: il “Métro”. Il vantaggio è stato duplice: da un lato abbiamo avuto modo di vivere in prima linea la routine locale, dall’altro ci siamo potuti spostare liberamente tra i luoghi di maggiore interesse della città. Infatti, è stato questo l’aspetto che, insieme al corso quotidiano di francese, attraverso cui abbiamo approfondito le nostre conoscenze con diverse attività interattive, ha caratterizzato la nostra settimana a Parigi. In alcuni casi ci siamo limitati ad apprezzare solo gli esterni di edifici e palazzi appartenenti a diverse epoche: fra questi bisogna menzionare l’Opéra, la Tour de Montparnasse, il più alto grattacielo di Parigi, le Jardin du Luxembourg, il museo d’Orsay, Beaubourg. Altre volte abbiamo potuto ammirare in tutto il loro splendore monumenti, piazze, chiese e luoghi d’intrattenimento incantevoli, fra cui l’île de la Cité, con la cattedrale di Notre Dame, le Galeries Lafayette, con la  suggestiva terrazza panoramica, l’Hard Rock Café, il Quartiere Latino, sede di prestigiose scuole e università, Place Vendôme, con le boutiques di gioielli più rinomate al mondo, i giardini di Tuileries, Place de la Bastille, Place des Vosges, i quartieri del Marais, Pigalle, la Défense, distretto composto da grattacieli di uffici, condomini e centri commerciali, in cui si erge la Grande Arche, Montmartre con la chiesa del Sacré Cœur, l’Avenue des Champs-Elysées, l’Arco di Trionfo, la Reggia di Versailles, con i giardini e gli appartamenti del Re e della Regina, i giardini del Museo Rodin, scultore e pittore a cavallo tra l’Otto e il Novecento, il Museo del Louvre, il museo più visitato al mondo, la piccola crociera in Bateau Mouche sulla Senna, il Trocadéro, una delle prospettive migliori per ammirare lo spettacolo della Tour Eiffel illuminata e scintillante, i Campi di Marzo e il Muro della Pace.

E, infine, i settecento scalini della Torre, simbolo incontrastato della capitale della moda, del romanticismo, dell’eleganza e della gastronomia. Raggiungere i 281 metri di altezza è stata una delle emozioni più grandi. Ma l’euforia trasmessaci da ogni angolo della città, ricco di storia, particolarità e fascino, si è presto trasformata in tristezza e rammarico nel dare l’ultimo saluto a Parigi, un addio dolente, o, forse, soltanto un arrivederci.

© Riproduzione riservata 02 Aprile 2012

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