aggiornato il 02/05/2012 alle 15:49 da

Un Primo Maggio di sofferenza

PUTIGNANO – Dopo 15 anni le sigle sindacali sono tornate in piazza a Putignano per festeggiare il 1° Maggio dedicato ai lavoratori. L’iniziativa è stata promossa in modo congiunto dai sindacati Cisl, Uil e Cgil “per mettere al centro della discussione il lavoro ed i lavoratori e per ribadire che l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro come prevede l’Art. 1 della Costituzione e non sui mercati e la finanza”. Con queste motivazioni martedì sera intorno alle ore 19,30 si è svolto un comizio pubblico. Nonostante l’importanza del tema in un periodo di grande sofferenza per il lavoro e per i lavoratori, solo un pubblico ristretto ha assistito agli interventi.

Ad aprire il comizio è stato il sindaco Gianvincenzo Angelini De Miccolis che ha detto: “Abbiamo l’intelligenza e abbiamo i muscoli, il lavoro dobbiamo crearcelo noi”.

In assenza di Massimo Nardelli della Cisl (“imbottigliato nel traffico”), è stato Stefano Laterza della Uil a prendere la parola per primo fra i sindacalisti. “Festeggiamo un 1° maggio di sofferenza, – ha spiegato- a tirare la cinghia sono sempre gli stessi: lavoratori dipendenti e pensionati. I sacrifici invece vanno spalmati su chi ha le responsabilità della crisi”. E ancora: “Negli ultimi anni è mancata una politica industriale seria”.

A chiudere il comizio è stato Donato Mastropietro della Cgil locale che ha iniziato il suo intervento rivolgendo il suo pensiero “ai lavoratori in cassa integrazione” e “a quelli espulsi dai processi produttivi”. Mastropietro ha subito ricordato le “gravi responabilità dei governi precedenti” in una “crisi che sta impoverendo le famiglie”.

Poi un monito alle banche che “chiudono i rubinetti nonostante abbiano ottenuto soldi all’1%”. Mastropietro dal palco di corso Umberto I è tornato a chiedere al Comune l’istituzione di una consulta per il lavoro e la creazione di una piattaforma unitaria.
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© Riproduzione riservata 02 Maggio 2012

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