aggiornato il 10/11/2014 alle 17:34 da

A Rutigliano il deputato 5 Stelle Giuseppe D’Ambrosio

Giuseppe DAmbrosioRUTIGLIANO – “Regalare un dubbio”, questo ciò che Giuseppe D’Ambrosio ha cercato di trasmettere nell’Agorà organizzata dall’associazione Rutigliano 5 Stelle: “il dubbio che magari tutto ciò che vedete, tutto ciò che vi dicono, non è necessariamente vero”.
Ad aprire l’incontro, l’attivista Pierpaolo Di Gioia con l’illustrazione delle varie iniziative e attività svolte dall’associazione, tra cui la richiesta e realizzata installazione della pulsantiera sulla fontana in piazza XX Settembre, la richiesta di notizie circa il bando regionale rivolto ai comuni per la rimozione dei rifiuti in amianto e la petizione per l’istruzione di un registro delle unioni civili. Tante le stoccate dal portavoce alla Camera, membro della commissione affari costituzionali e presidente della giunta per le elezioni, D’Ambrosio, al governo Renzi, i cui provvedimenti definisce “Totale mecelleria sociale”, senza d’altronde risparmiare l’amministrazione locale. “La realtà di Rutigliano è che ha una certa linea politica ormai da vent’anni, quando un certo ricambio dovrebbe far bene, anche perché qui – sottolinea – non brillate per eletti particolarmente innovativi nel panorama nazionale, se non per portare il vostro nome a livello nazionale ma a livello di vergogna”. “Voi siete uno dei paese più virtuosi per la raccolta differenziata e i soldi che guadagnate dovreste dividerli tra i cittadini e l’azienda, non tutti all’azienda – ha sottolineato, dando voce al pensiero di tanti cittadini Rutiglianesi -. Si potrebbe domandare ai cittadini se vogliono che si abbassi la rata o se si tenga la stessa rata, dando però dei servizi in più”. Ma l’appello fondamentale D’Ambrosio lo fa ai cittadini, “che hanno un grande potere, quello del voto, ma che utilizzano in modo errato non ribellandosi, piuttosto diventando dei tifosi che vanno a votare senza alcuna consapevolezza, senza alcuna memoria di quello che fanno, e soprattutto senza pensare che quello che stanno facendo è dare soldi e potere a una persona per fare un qualcosa. Se quella persona non lo fa, deve andare a casa! Pensate che l’anagramma del nome Matteo Renzi è mento a terzi”. Parole dure, senza mezzi termini, che hanno visto una grande presenza dei cittadini rutiglianesi, se si pensa che il gruppo è nato solo pochi mesi fa.

© Riproduzione riservata 10 Novembre 2014