aggiornato il 04/02/2011 alle 9:09 da

A Fabio Capello il premio Oronzo Pugliese

TURI – Capello“Grande geometra in campo e stratega in panchina, dai piedi perfetti e dalla mentalità vincente; una carriera esemplare, fatta di prestigiosi traguardi ottenuti da giocatore e da allenatore. Il carattere grintoso, ma sempre schietto e leale, lo accomuna ad uno dei suoi primi maestri e allenatori: il mitico Oronzo Pugliese”. E’ questa la motivazione con la quale, la settimana scorsa, all’unanimità dei voti, è stato assegnato il premio Oronzo Pugliese, giunto quest’anno alla sua terza edizione, al commissario tecnico della nazionale inglese Fabio Capello. Premio che lo stesso Capello ritirerà a Turi il prossimo 4 aprile. Due carriere, quelle di don Oronzo e don Fabio, che si sono incontrate nel campionato 1967-68 quando il Mago di Turi, alla terza stagione consecutiva sulla panchina della Roma, in un momento delicato dal punto di vista economico per la società giallorossa (per far cassa aveva dovuto cedere Paolo Barison), chiese e ottenne il cartellino del giovane Capello che si era messo in mostra (nel ruolo di mezzala) con la maglia della Spal. Il giocatore fu il vero colpo di mercato di quella stagione e costò all’allora presidente Franco Evangelisti 500milioni di lire. Capello, però, fu costretto ai box da un infortunio al menisco e giocò solo 11 partite di campionato. “Pugliese mi pronosticò una brillante carriera – ha raccontato l’attuale ct dell’Inghilterra a Giovanni Cataleta nel libro ‘Oronzo Pugliese, quando nel calcio esistevano i maghi’ -. Nelle prime nove partite la Roma collezionò dieci punti e io misi a segno il gol della vittoria giallorossa a Torino contro la Juventus di Heriberto Herrera (1-0)”.

© Riproduzione riservata 04 Febbraio 2011

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