aggiornato il 03/02/2014 alle 17:20 da

Sotto la galleria, una cantina puntellata

TURI – Si è tenuta questa mattina, presso la sede distaccata di Rutigliano del Tribunale di Bari, la prima udienza del processo che vede coinvolto il dott. Giuseppe Gravinese, proprietario della cantina situata sotto la galleria di via XX Settembre, il condominio in questione, quello di via XX Settembre (i due procedimenti sono stati accorpati) e il Comune di Turi. Il giudice, la dott.ssa Attollino, ha rinviato l’udienza al prossimo 16 luglio per il deposito di memorie e repliche.
Oggetto del contendere, la messa in sicurezza della galleria che, negli anni (è stata costruita a fine anni ‘60 con concessione edilizia rilasciata il 19 agosto 1968) ha assunto un’importanza sempre crescente nell’ottica del traffico pedonale. Sono centinaia le persone che quotidianamente, dal 1970 in poi, ma soprattutto dal 2004 in poi la attraversano. Senza sapere bene dove mettono i piedi. Al giorno d’oggi sotto i piedi dei pedoni c’è esattamente quello che si vede nelle foto scattate nella mattinata di mercoledì 29 gennaio. Il solaio di copertura della cantina di proprietà del dott. Giuseppe Gravinese è messo momentaneamente in sicurezza attraverso alcuni puntelli. E’ necessario specificare, però, che il solaio, a differenza della cantina, è di proprietà condominiale ma, come stabilito dala concessione edilizia del 1968, è di uso pubblico e quindi comunale. E’ stato il Comune a pavimentarla e ripavimentarla (nel 2004) ed è il Comune a doversi far carico della manutenzione. La situazione, però, è degenerata a partire dal 2004 quando è stata sostituita la precedente pavimentazione ma, evidentemente, non è stata predisposta una impermeabilizzazione sufficiente. A generare i problemi che le foto documentano in maniera inequivocabile, infatti, sono le infiltrazioni di acqua piovana. Per questa ragione tra il dott. Gravinese, il condominio di via Giuseppe Elefante, 7 (e da settembre 2012 anche il condominio di via XX Settembre, 39-41) e il Comune di Turi, è in atto un contenzioso che mira alla definitiva messa in sicurezza dell’area e a un intervento di prevenzione perchè in futuro non si arrivi più alla situazione attuale.
Tutto era cominciato nel 2006 con una corrispondenza tra i residenti del condominio di via Elefante e il Comune. La lunga querelle giudiziaria, però, ha avuto inizio a gennaio 2011 quando, in seguito a una perizia di parte (eseguita dall’ing. Domenico Impedovo), il dott. Gravinese ha chiesto al Comune di intervenire. A quel punto il presidente del Tribunale di Bari, il dott. Vito Savino, ha nominato quale consulente tecnico d’ufficio l’ing. Vitantonio Fanizza che il 15 marzo 2011 ha effettuato il primo sopralluogo, seguito il 22 marzo e il 12 aprile da altri due incontri tra le parti. “In particolare – si legge nella perizia consegnata al giudice il 15 maggio 2011 – è stato possibile constatare che il solaio di copertura della cantina presenta notevoli problemi di staticità e pericoli di crollo. Il solaio presenta fenomeni di disgregazione e distacco di elementi strutturali, infatti, in più punti del solaio di copertura sono evidenti fenomeni di distacco degli intonaci, la caduta di pezzi di pignatte e l’ossidazione dei ferri. Il solaio di copertura dell’immobile nel momento del sopralluogo risultava momentaneamente messo in sicurezza attraverso un intervento di puntellamento. Le stesse pareti risultano rigonfie e presentano copiose infiltrazioni di umidità; in altri punti la fase di deterioramento è a tal punto avanzata che si notano le classiche efflorescenze bluastre”. Questo per quanto riguarda lo stato dei luoghi al momento della perizia. L’incarico all’ingegnere, però, prevedeva anche la formulazione di ipotesi circa le cause a monte della situazione. “A parere del sottoscritto CTU – si legge ancora nella perizia dell’ing. Fanizza – le cause dei danni provocati hanno due comuni denominatori e vanno ricercati nel sistema di smaltimento delle acque piovane, in occasione di precipitazioni meteoriche abbondanti, sia di quelle che si accumulano sui lastrici solari dei condomini di via Giuseppe Elefante, e di quelle che si accumulano sul piazzale antistante la galleria, e dalla impermeabilizzazione della galleria pedonale sovrastante la cantina di proprietà del ricorrente. […] A monte della galleria, cioè nel piazzale, sono presenti due canali di raccolta delle acque protette da grata metallica. Il primo canale di raccolta ha il compito di conferire nel vicino tombino fognario le acque piovane provenienti dai pluviali dei condomini di via Giuseppe Elefante, mentre il secondo canale di raccolta smaltisce le acque piovane provenienti dal condominio sovrastante la galleria e dal piazzale antistante la galleria, evitando così che le stesse si riversano nella galleria. In occasione di precipitazioni meteoriche abbondanti, i due canali e le tubazioni sub-orizzontali di collegamento con il tombino fognario, risultano sottodimensionate, difatti i due canali e la tubazione sub-orizzontale non riescono a smaltire le acque piovane, questo porta ad aver uno straripamento dei canali con conseguente allagamento della galleria (è evidente che il progetto di smaltimento delle acque piovane era stato predisposto quanto l’area non era ancora urbanizzata come lo è adesso e dunque è più che verosimile che sia sottodimensionato rispetto alle esigenze attuali, ndr). […] L’acqua che si riversa nella galleria pedonale, perciò, non essendo ostacolata dalla guaina sottostante, penetra nel sottostante solaio di copertura della cantina del dott. Giuseppe Gravinese. […] In conclusione le cause che determinano i fenomeni degenerativi presenti nella cantina del dott. Giuseppe Gravinese vanno ricercate nel sistema di smaltimento delle acque piovane, in una insufficiente manutenzione delle pulizie delle griglie e nella insufficienza o degrado della impermeabilizzazione della galleria sovrastante l’immobile”. A conclusione della perizia, l’ing. Fanizza stima in circa 11mila euro il costo necessario per ripristinare lo stato dei luoghi (a distanza di due anni e mezzo la stima sarà lievitata), ma “è importante far notare che tali costi serviranno esclusivamente a ripristinare lo status quo. Risulta necessaria la continua manutenzione del sistema di smaltimento che, a parere del sottoscritto CTU, risulta di fondamentale importanza nello smaltimento delle acque meteoriche”. Per la quale il Comune di Turi si era impegnato nel programma triennale delle opere pubbliche 2011/2013. Il più tradizionale libro dei  sogni. Infranti. Nella speranza che, intanto, non accada l’irreparabile.

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© Riproduzione riservata 03 Febbraio 2014