TURI – Un consiglio comunale avaro di novità quello che è andato in scena lunedì pomeriggio al secondo piano di via XX Settembre. Considerati gli argomenti di routine all’ordine del giorno, l’attenzione era tutta rivolta al disvelamento del Gigantelli quinquies le cui principali novità sono state anticipate sull’ultimo numero in edicola. Era attesa con trepidazione la lista della nuova squadra. La curiosità maggiore era, senza alcun dubbio, quella di vedere a fianco del dott. Enzo Gigantelli il suo nuovo vice: Paolo Tundo. Aspettavamo di veder confermate già in questa seduta le indiscrezioni della settimana scorsa che volevano Franco D’Addabbo accomodarsi tra i banchi dei consiglieri e Modesto Cazzetta e Antonio Tateo rioccupare il posto in giunta. E invece niente. A quanto pare manca ancora l’assenso richiesto da Gianfranco d’Autilia al suo gruppo di riferimento (l’Idv). La sola conferma – per il momento parziale – riguarda l’ex assessore all’agricoltura. Giacomo Valentini ha sì preso regolarmente posto nel suo nuovo scranno di consigliere, ma dopo aver approvato il primo punto in scaletta si è subito dileguato (segnale lanciato). Ad anticipare la sua fuoriuscita dall’aula sono stati i consiglieri di opposizione. Questi, dopo alcuni interventi fortemente critici rispetto al modo di gestire la crisi da parte del primo cittadino, hanno abbandonato l’aula lasciando che i vari punti all’ordine del giorno venissero elencati ed approvati dalla sola maggioranza. Particolarmente seguita la dichiarazione – per la prima volta non pronunciata a braccio – della consigliera di minoranza Tina Resta che si è detta amareggiata di non poter discutere dei problemi del paese a causa dell’impasse prodotta da personalismi e veti incrociati e di “un sindaco incapace di ristabilire con autorevolezza un decoroso equilibrio all’interno della squadra”. In piena sintonia con le parole della Resta sono stati gli interventi dei consiglieri Pietro Risplendente, Mimmo Leogrande e Franco Petrera. Quest’ultimo non ha risparmiato al sindaco Gigantelli, nella fase più accesa dell’intero consiglio, l’epiteto riservato nei giorni scorsi dal ministro Tremonti agli amministratori meridionali.
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